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I paesi dell’Opec si sono accordati per tagliare la produzione di petrolio

Il prezzo del greggio tornerà a salire, dopo due anni in cui si era quasi dimezzato

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I paesi dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec), riuniti a Vienna mercoledì 30 novembre, si sono accordati per diminuire la produzione di petrolio, per farne salire il prezzo. 

Mohammed Saleh Al Sada, presidente dell’Opec, ha annunciato un taglio di 1,2 milioni di barili di greggio al giorno, a partire dall’1 gennaio 2017.

In seguito all’annuncio, il prezzo del petrolio è aumentato del 10 per cento, con il Brent che ha superato la quota di 50 dollari a barile. I ministri delle varie nazioni avevano già trovato un accordo di principio a settembre, che aveva tagliato la produzione di 700mila barili.

Negli ultimi due anni i prezzi si erano quasi dimezzati a causa della decisione dell’Arabia Saudita di incrementare la produzione. L’obiettivo era far scendere la quotazione del greggio e rendere improduttivi i costosi investimenti nello shale oil statunitense.

Anche i paesi che non fanno parte dell’Opec adotteranno la nuova strategia. La Russia – il maggior produttore di petrolio al mondo insieme all’Arabia Saudita – ridurrà la produzione di circa 300mila barili al giorno e altri 300mila saranno tagliati da altre nazioni.

“Questa decisione è venuta dal senso di responsabilità delle nazioni produttrici di petrolio, nell’interesse generale di un’economia mondiale più sana”, spiega Mohammed Saleh Al Sada.

L’unica eccezione riguarda l’Iran, che ha un rapporto di tensione con i sauditi. Teheran può tornare a esportare greggio dopo la rimozione delle sanzioni in seguito all’accordo sul nucleare con gli Stati Uniti.