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Trump sostiene che alcuni brogli elettorali gli hanno impedito di vincere il voto popolare

Il presidente eletto non ha fornito prove delle sue affermazioni, ma ha detto che si sono verificate irregolarità in Virginia, New Hampshire e California

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Donald Trump non si accontenta di aver vinto la maggioranza dei voti dei collegi elettorali e in un tweet di domenica 27 novembre scrive che si sarebbe aggiudicato anche il voto popolare se non si fossero verificati dei brogli.

“Avrei vinto anche il voto popolare se avessimo escluso il milione di persone che ha votato illegalmente”, recita il tweet. Il presidente eletto non fornisce tuttavia alcuna prova delle presunte irregolarità da lui citate.

L’affermazione arriva dopo che i membri della campagna elettorale di Hillary Clinton, candidata sconfitta alle presidenziali statunitensi, hanno fatto sapere che sosterranno il riconteggio dei voti in Wisconsin chiesto dalla candidata del Partito dei verdi Jill Stein, la quale si è impegnata a presentare a breve un’istanza simile anche in Michigan e Pennsylvania. La richiesta è stata definita “ridicola” da Trump.

Le elezioni dell’8 novembre si sono concluse con la vittoria del repubblicano Donald Trump sulla candidata democratica Hillary Clinton. Il primo infatti ha conquistato 290 collegi elettorali (denominati “Grandi Elettori”) contro i 232 di Hillary Clinton.

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Il voto popolare tuttavia è stato conquistato dalla Clinton, che ha ricevuto circa il 48 per cento dei voti contro il 46,6 per cento di Trump. La distanza tra i due candidati è di circa due milioni di voti, ma ci si aspetta che il numero continui a salire dal momento che lo scrutinio non si è ancora concluso in stati popolosi come ad esempio la California.

Alcune ore dopo, Trump ha scritto un nuovo tweet per specificare che “seri brogli elettorali si sono verificati in Virginia, New Hampshire e California”, tre stati in cui la Clinton ha vinto, criticando i media che non stanno riportando questa informazione.

Secondo alcuni analisti, al contrario, ci sono le prove della manomissione nelle votazioni dei tre stati in cui il candidato repubblicano Donald Trump ha vinto con uno stretto margine.