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Le celebrità femministe hanno un’influenza negativa sulla percezione dei diritti delle donne?

Secondo una ricerca la maggioranza delle persone è convinta che le star parlino di femminismo non per reale interesse ma solo per accrescere la loro popolarità

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Non c’è giorno in cui celebrità donne parlino di difesa dei diritti femminili, della necessità di ridurre il divario di genere, critichino i doppi standard di occupazione e retribuzione e condannino la violenza sulle donne.

Tra le campagne femministe più famose c’è quella lanciata da Emma Watson nel 2014, #HeForShe, in cui si rivolgeva agli uomini perché si unissero alle donne per sostenere i loro valori. Più recentemente Jennifer Lawrence ha pubblicamente attaccato il neo-eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump per le sue affermazioni sessiste e misogine. Ma negli ultimi anni a combattere per l’uguaglianza di genere sono state anche altre star come Beyonce, Miley Cyrus, Jennifer Aniston, Taylor Swift e molte altre.

Tuttavia, il contributo delle celebrità alla causa del femminismo, secondo uno studio condotto dall’agenzia di consulenza d’immagine Jeetendr, potrebbe addirittura essere negativo.

La ricerca, aveva l’obiettivo di indagare sull’efficacia dell’impegno femminista delle star sulla nostra percezione dei diritti delle donne e il risultato non è quello che molti si aspetterebbero.

Infatti, in base alle interviste condotte, il femminismo delle celebrità è visto dalla maggioranza come uno strumento di pubblicità usato dalle star per accrescere la loro popolarità e come conseguenza le persone percepiscono il femminismo come un argomento frivolo e si interessano meno dei diritti delle donne.

Nonostante l’abilità delle star di raggiungere con il loro messaggio un’ampia audience, solo il 20 per cento ha risposto di essersi interessato al femminismo grazie all’impegno pubblico di una celebrità.

Non solo: l’80 per cento delle persone ha risposto che se la celebrità in questione non si fosse esposta con dichiarazioni a favore del femminismo, non avrebbero immaginato in precedenza un suo reale interessamento nella causa.

Il 78 per cento degli intervistati , invece, ha dichiarato che vorrebbe vedere più persone di alto profilo culturale fare campagna a favore dei diritti delle donne.

Lo studio è stato condotto su un campione di 6mila adulti provenienti da tutto il mondo ed è emerso che dal punto di vista geografico, l’Europa e gli Stati Uniti sono i continenti dove le persone sono meno influenzate dalle dichiarazioni delle star femministe.

Che i sospetti del pubblico siano reali o meno, sicuramente lo studio è un monito per tutte le celebrità a impegnarsi a mettere in pratica le loro parole con azioni concrete, se vogliono davvero ottenere un risultato.