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Cosa è successo il 24 novembre nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Iraq: sono circa cento le vittime dell’attentato provocato da un camion imbottito d’esplosivo in un’area di servizio nella città di Hilla, cento chilometri a sud di Baghdad. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis. Le persone rimaste uccise sono soprattutto pellegrini sciiti di nazionalità iraniana di ritorno dalla città santa irachena di Kerbala, dove avevano celebrato la festività dell’Arbaeen. Nelle ultime settimane nel paese si sono intensificati gli attacchi contro la comunità sciita.

Europa: il parlamento europeo ha approvato una misura non vincolante per chiedere il blocco dei negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione europea, a causa della massiccia repressione messa in atto nel paese dal presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha portato all’allontanamento di circa 110mila persone dal loro incarico e all’arresto di circa 36mila persone nel paese. Toccherà ai leader europei decidere se dare seguito alla richiesta, ma molti di questi temono che la Turchia faccia un passo indietro sull’accordo sui migranti. Intanto, Martin Schulz ha annunciato che non si ricandiderà alla presidenza del parlamento europeo e tornerà alla politica tedesca.

Israele: decine di migliaia di persone sono state costrette a lasciare la città di Haifa dopo che una serie di incendi si sono diffusi nel centro e nel nord del paese. Secondo il capo della polizia israeliana, dietro alcuni di questi roghi, di origine dolosa potrebbero esserci ragioni politiche. Gli incendi si sono sviluppati in una serie di località negli scorsi tre giorni ma si sono intensificati oggi, alimentati dal tempo secco fuori stagione e forti venti.

Turchia: l’esercito turco ha reso noto che tre soldati sono stati uccisi nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 novembre in un raid aereo che sospettano essere stato condotto dalle forze aeree siriane nel nord della Siria. Se l’ipotesi fosse confermata, si tratterebbe delle prime perdite della Turchia a causa di attacco di Damasco da quando Ankara ha lanciato l’offensiva al confine con la Siria tre mesi fa. Inoltre, intorno alle 8 di questa mattina, un’esplosione all’esterno dell’edificio che ospita l’ufficio del governatore della provincia di Adana, nel sud della Turchia, ha ucciso due persone e ne ha ferite circa una ventina, di cui cinque in modo grave. 

Stati Uniti: crescono le pressioni per il riconteggio dei voti alle presidenziali. Jill Stein, la candidata del partito dei verdi, è pronta a chiedere una verifica del risultato elettorale in alcuni stati chiave. Stein aveva lanciato una pagina di raccolta fondi on-line necessari per richiedere la verifica in Michigan, Pennsylvania e Wisconsin e le donazioni sono già arrivate a quota due milioni di dollari. Il termine per impugnare i risultati è venerdì 25 novembre.

Cina: almeno 67 lavoratori sono morti nel crollo di una torre di raffreddamento in costruzione nella centrale di Fengcheng, nella provincia cinese di Jiangxi. Si tratta dell’ultimo incidente nel paese costantemente afflitto dal fenomeno a causa della scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro. Al momento del crollo erano 68 gli operai sul ponteggio, secondo quanto hanno riferito i media locali.

India: la ministra per la tutela delle donne e dei minori, Maneka Gandhi, considera il problema degli stupri “sopravvalutato” dai media, e pensa che continuare a parlarne “allontani i turisti”. Secondo un sondaggio di Reuters del 2012, l’India è il posto peggiore del mondo per le donne, peggiore persino rispetto a paesi come l’Arabia Saudita.