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Gli Stati Uniti usciranno dal Tpp, l’accordo di libero scambio transpacifico

Il presidente eletto Donald Trump lo ha annunciato in un video messaggio cui spiega quali sono le priorità della sua presidenza non appena si insedierà il 20 gennaio

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Il presidente eletto Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti si ritireranno dal Tpp, il partenariato transpacifico, l’accordo commerciale tra Usa e altri 10 paesi dell’area del pacifico: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Vietnam, che insieme coprono il 40 per cento dell’economia mondiale.

L’uscita dal trattato avverrà già durante il primo giorno alla Casa Bianca del presidente. L’annuncio è arrivato in un messaggio video in cui spiega quali sono le priorità della sua presidenza non appena si insedierà il prossimo 20 gennaio. 

Tra le priorità, Trump però non ha fatto menzione dell’abrogazione dell’Obama Care né della costruzione del muro tra Stati Uniti e Messico, cavalli di battagli durante la campagna elettorale. 

Lo scopo del Tpp era quello di approfondire i legami economici e stimolare la crescita, anche attraverso la riduzione delle tariffe tra paesi firmatari.

Durante la campagna elettorale, Trump non aveva fatto mistero della sua avversione al trattato di libero scambio, usando un linguaggio colorito per definirlo.

Pochi mesi fa lo aveva definito “un altro disastro fatto e spinto da interessi particolari che vogliono violentare il nostro paese, è solo uno stupro continuo del nostro paese”. In un altro discorso ha fatto riferimento al Tpp come “il più grande pericolo esistente”.

Annunciando il piano per ritirarsi dal partenariato, Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero “negoziato equi accordi commerciali bilaterali per portare di nuovo posti di lavoro e industria nel paese”.

“C’è un grande sostegno tra gli altri paesi del Tpp per ratificarlo e farlo entrare in vigore. Trump e il suo Congresso dovranno prendere le proprie decisioni nell’interesse dell’America”, ha detto Malcolm Turnbull, il primo ministro australiano. 

“Gli Stati Uniti non sono un’isola. Non possono solo stare lì e dire che non vogliono proseguire con gli accordi con il resto del mondo. Ad un certo punto lo dovranno tenere in considerazione”, ha detto John Key, premier della Nuova Zelanda. 

Poco prima del discorso di Trump, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, aveva detto che il Tpp non ha senso senza la partecipazione degli Stati Uniti.

Si tratta di un duro colpo per i paesi emergenti asiatici, che non avranno accesso al mercato degli Stati Uniti. 

Nel suo video-discorso, Trump ha detto che la sua agenda di governo è basata sul “mettere al primo posto l’America”. 

Tra le altre priorità previste già per il primo giorno di insediamento ci sono la cancellazione alle restrizioni sulla produzione di energia, il taglio alla regolamentazione delle imprese, un piano per combattere gli attacchi informatici, e le indagini sugli abusi sui visti.