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La Cina accoglie 3.000 persone in fuga dalla Birmania

Quattro gruppi etnici armati hanno attaccato le forze di sicurezza nel nord del paese. Si tratta di un duro colpo per la leader Aung San Suu Kyi

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La Cina ha accolto 3.000 persone in fuga dalla Birmania a causa degli scontri tra il governo e i ribelli. 

Quattro gruppi etnici armati hanno attaccato le forze di sicurezza nel nord del paese. Si tratta di un duro colpo per la leader Aung San Suu Kyi, il cui obiettivo è quello di raggiungere la pace con le minoranze etniche.

La Cina, già allertata da precedenti scontri lungo il confine, ha schierato le sue forze armate e ha chiesto moderazione alle parti in conflitto. 

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha detto che i feriti tra i 3.000 birmani giunti nel paese sono già stati ricoverati in ospedale. I rifugiati si trovano nella provincia sud-occidentale dello Yunnan, al confine con la Birmania. 

Shuang ha esortato entrambe le parti a cessare immediatamente le azioni militare, per evitare l’escalation della situazione e adottare misure efficaci per ristabilire la pace nella regione.

“La Cina è disposta a continuare a giocare un ruolo costruttivo nel processo di pace interno della Birmania”, ha aggiunto.

La Cina spera che coloro che sono fuggiti siano presto in grado di tornare nel loro paese non appena termineranno gli scontri.

Alcuni danni provocati dai colpi di arma da fuoco si sono verificati a Wanding, una località al confine tra i due stati. 

L’improvvisa escalation dei combattimenti arriva mentre il governo birmano è alle prese con gli scontri con i rohingya, una minoranza musulmana perseguitata nel paese. Centinaia di loro sono fuggiti in Bangladesh.

Sono numerose le crisi che la leader del paese e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, dovrà affrontare per tenere fede alle promesse di riconciliazione del paese.