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La Chiesa cattolica chiede formalmente perdono per il suo ruolo nel genocidio del Ruanda

Una dichiarazione della Conferenza dei Vescovi cattolici è stata letta nelle parrocchie di tutta l'Africa orientale domenica 20 novembre

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La Chiesa cattolica ha chiesto formalmente scusa per il suo ruolo nel genocidio in Ruanda di 22 anni fa, quando circa 800mila persone furono uccise in soli 100 giorni. 

Una dichiarazione della Conferenza dei Vescovi cattolici è stata letta nelle parrocchie di tutta l’Africa orientale domenica 20 novembre, e riconosceva che i membri della Chiesa hanno violato il loro “giuramento di fedeltà ai comandamenti di Dio” durante il genocidio.

Il genocidio in Ruanda ha avuto luogo tra l’aprile e il luglio del 1994. I membri della maggioranza etnica hutu, hanno sistematicamente ucciso membri della minoranza etnica Tutsi e Hutu moderati in rappresaglia per l’assassinio del presidente ruandese Juvénal Habyarimana. 

Il Ruanda è un paese a maggioranza cristiana e i cattolici costituiscono il più grande gruppo religioso del paese.

Diversi sacerdoti cattolici sono stati incriminati da tribunali internazionali per i crimini commessi durante il genocidio, ma la chiesa del Ruanda non aveva riconosciuto finora il suo ruolo formale nel genocidio, avendo sempre sostenuto che i colpevoli dei reati avessero agito singolarmente.

Un prete cattolico ruandese, Athanase Seromba, è stato condannato dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda nel 2006, accusato di favoreggiamento dello sterminio. È stato condannato a 15 anni di reclusione.

Un altro sacerdote ruandese, Venceslao Munyeshyaka, è stato condannato all’ergastolo da un tribunale militare ruandese nel 2006 per il suo presunto coinvolgimento nel genocidio, ma è attualmente sacerdote in Francia dopo che i magistrati francesi si sono rifiutati di proseguire il processo contro di lui.

Nella dichiarazione, i vescovi cattolici si sono scusati per “tutti gli errori che la Chiesa ha commesso” e hanno anche espresso rammarico “a nome di tutti i cristiani per tutte le forme di torti che abbiamo compiuto.”

La conferenza episcopale ha riconosciuto che i membri della Chiesa sono stati coinvolti nella progettazione e nell’esecuzione del genocidio.

“Chiediamo perdono per il reato di odio nel paese fino al punto di arrivare odiare anche i nostri compagni a causa della loro appartenenza etnica. Non abbiamo dimostrato di essere una famiglia, ci siamo uccisi a vicenda”, si legge.

La dichiarazione è arrivata in coincidenza con la conclusione del Giubileo della Misericordia, voluto da papa Francesco. 

La ministra degli Esteri del Ruanda, Louise Mushikiwabo, ha riconosciuto le scuse su Twitter con il messaggio: “La Chiesa cattolica del #Rwanda si scusa per ruolo nel genocidio del 1994, 22 anni dopo! Io dico: meglio tardi che mai!”.