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I bambini che a 5 anni lavorano nel mercato di Sanliurfa in Turchia

La piaga del lavoro minorile affligge sia turchi che siriani. Ma Nazioni Unite e ong esitano a denunciarla per timore di indispettire il governo

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Benvenuti a Şanlıurfa, il capoluogo della provincia turca con il maggior numero di profughi nel paese insieme a quella di Istanbul. Sono 400mila i siriani che si sono rifugiati qui e, guardando la mappa, si capisce perché. In una quarantina di minuti di macchina si possono raggiungere il confine e le città di frontiera, come Kobane. Proprio dalla zona di Kobane è arrivata l’ondata di rifugiati più significativa durante l’assedio di Daesh, il nome arabo dell’Isis, a partire dagli ultimi mesi del 2014.

 

Per strada TPI incontra Mohammed, sedici anni, che abitava in un villaggio vicino a Kobane. Ora è solo, traumatizzato dalle atrocità che si è lasciato alle spalle, e sostiene che fra un mese andrà in Francia. “Ma ora scusami, devo tornare al lavoro”, dice quando si dilegua verso il mercato.

Vulgata vuole che Şanlıurfa sia la capitale dello Stato islamico in Turchia, laddove nella città di Gaziantep si nasconderebbero i quadri esiliati dell’Esercito Libero Siriano e nella provincia di Hatay gli uomini di Al Nusra. Sempre guardando la mappa, si capisce perché.

Al-Raqqa, la capitale di Daesh in Siria, dista poco più di un’ora di macchina da Şanlıurfa una volta superata la frontiera siriana. Abu Abdallah Guitone, un noto jihadista franco-marocchino, veniva qui con i suoi amici a mangiare Kebab prima che i controlli al confine divenissero più stringenti. Molti foreign fighters passano da Şanlıurfa sulla via per la Siria.

Sopra: Şanlıurfa è considerata la cittadina natale di Abramo, è infatti gemellata con Hebron in Palestina dove si trova la tomba del profeta. Queste piscine ricordano un miracolo di cui sarebbe stato protagonista.

La città, che non dista molto nemmeno da Diyarbakir, il principale centro abitato curdo del paese, vive soprattutto nel suo Bazaar. Colpisce immediatamente come il mercato – una festa di spezie, colori, pistacchi e prodotti delle zone rurali – sia gestito principalmente da bambini.

Ad occhio, e chiedendo l’età ad alcuni di loro, l’impressione è che la maggior parte abbiano un’età compresa fra i cinque e i dieci anni. Siriani e turchi. Cucinano, vendono, aprono e chiudono i negozi, assistono fabbri e falegnami nelle loro botteghe vecchio stile del Bazaar.