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La Russia ha bloccato l’accesso a LinkedIn

Il social network dedicato al mondo del lavoro non si è conformato a una legge che richiede l'archiviazione dei dati personali dei cittadini russi su server locali

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Il garante russo per le comunicazioni ha ordinato il blocco dell’accesso a LinkedIn, il social network dedicato al mondo del lavoro, dopo che un tribunale ha condannato il sito per violazione della legge sull’archiviazione dei dati personali degli utenti.

Si tratta della prima volta che le autorità russe decidono il blocco di uno dei principali social network internazionali. LinkedIn ha 6 milioni di utenti registrati in Russia.

Il Cremlino ha confermato la decisione del garante e ha reso noto che il presidente Vladimir Putin non interverrà nel caso. Inoltre, il portavoce Dmitry Peskov ha liquidato le preoccupazioni circa l’avvio di forme di censura online.

Tuttavia, alcuni temono che il blocco di LinkedIn sia solo il primo di una serie di attacchi contro i social network e che in futuro il controllo su internet da parte delle autorità venga rafforzato.

Secondo la normativa russa, i siti che archiviano i dati personali dei cittadini russi devono farlo su server locali. Si tratta di una legge approvata da Putin nel 2014 ed entrata in vigore a settembre del 2015.

Secondo quanto rilevato dal garante, LinkedIn non si era conformato. Nel corso delle prossime settimane, i rappresentanti della società statunitense e le autorità russe si incontreranno per cercare di trovare una soluzione alla questione.