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L’uomo che con la sua Bmw blindata ha salvato 70 persone dai cecchini dell’Isis

Il peshmerga curdo a bordo della sua vettura a prova di proiettile ha guidato per le strade di Kirkuk raccogliendo i feriti e portando via i cadaveri

Immagine di copertina

Ako Abdulrahman conta i fori dei proiettili sulla carrozzeria e sui vetri della sua Bmw blindata del 1990 acquistata a un’asta. Sono in tutto una cinquantina. 

Grazie a quella vettura a prova di proiettile, il giovane peshmerga curdo è riuscito a salvare da morte certa decine di civili della città irachena di Kirkuk, sottraendoli alla furia dei miliziani dell’Isis. 

Il 21 ottobre scorso, Ako Abdulrahman era impegnato con altri combattenti curdi e le forze di sicurezza irachene nel respingere l’offensiva lanciata dai miliziani del sedicente Stato islamico sulla città considerata strategica perché ricca di petrolio.

Quel giorno, decine di combattenti dell’Isis avevano messo a punto una serie di attacchi coordinati in diversi quartieri di Kirkuk, prendendo di mira le forze di sicurezza e i civili. In particolare, questi ultimi erano diventati il bersaglio principale del fuoco indiscriminato dei miliziani del gruppo estremista; molti erano in trappola, costretti a nascondersi dai cecchini appostati sui tetti. 

Nessuno poteva muoversi o spostarsi da un luogo a un altro più sicuro senza correre il rischio di essere centrati da un proiettile. Le forze governative irachena con il supporto dei peshmerga curdi rispondevano al fuoco, ma non era sufficiente per assicurare uno spiraglio di salvezza ai civili assediati. Occorreva escogitare una soluzione più tempestiva ed efficace, che permettesse di agire con maggior sicurezza per salvare uomini, donne e bambini. 

Nel frattempo la battaglia infuriava. Proprio in quel frangente, Ako Abdulrahman ebbe un’idea: servirsi di quella vettura blindata, l’unica che potesse permettergli di girare per le strade della città assediata senza correre il rischio di essere ucciso da un proiettile vagante. Non c’era tempo da perdere.

L’uomo è salito a bordo della sua Bmw vecchio modello e ha sfrecciato lungo le vie della città sotto il fuoco incrociato delle forze irachene e dei miliziani dell’Isis. 

“Mi sono detto, questo è il momento giusto per aiutare le persone. Questo è il momento giusto per farlo. Io sono un combattente e ho una macchina a prova di proiettile, quindi sono l’unico che può salvare le persone in pericolo”, ha raccontato Ako. 

Con la sua automobile a prova di proiettili, il peshmerga ha percorso diverse vie di Kirkuk nel tentativo di salvare quanti più civili possibile. Ha raccolto e portato via dai luoghi degli attacchi non solo persone in pericolo, ma anche feriti e perfino alcuni cadaveri. 

“L’unico pensiero che avevo in quel momento era che la mia gente era in pericolo e aveva bisogno di me. La mia città era in pericolo e io dovevo proteggerla”, ha raccontato ancora l’uomo. “Quando sono arrivato sul posto, ho visto molte persone a terra, civili e forze di sicurezza, e nessuno osava avvicinarsi a quei corpi per paura di essere centrati dai cecchini dell’Isis”. 

A bordo del suo veicolo blindato, Ako Abdulrahman ha trasportato più di 70 persone ferite tra civili e forze di sicurezza.”Nella mia macchina, ho portato sunniti, sciiti, curdi, turcomanni e cristiani”.

“La mia vettura è stata crivellata di colpi. Mentre trascinavo i feriti e i corpi senza vita al suo interno, i cecchini continuavano a sparare contro di me e di loro, nel tentativo di uccidermi e di uccidere chi era con me sull’auto, ma non ci sono riusciti”. 

(Qui sotto l’immagine della Bmw del 1990 crivellata di colpi sul vetro anteriore. Credit: Facebook)

Nonostante gli sforzi da parte di Ako e delle forze dispiegate sul campo, quel giorno hanno perso la vita 64 persone fra civili e militari iracheni, mentre 84 miliziani del sedicente Stato islamico sono stati uccisi.

Nel frattempo, il governatore di Kirkuk, Najmaldin Karim ha voluto ringraziare personalmente il peshmerga curdo invitandolo per un incontro nel suo ufficio e offrendogli una ricompensa in denaro di 500mila dinari iracheni (350 euro) per la coraggiosa azione compiuta. 

“Sono stato felice di aver ricevuto tutti questi apprezzamenti da parte del governatore, ma ho pensato che l’essermi aggiudicato dei soldi è un insulto perché ogni iracheno dovrebbe fare qualcosa per la propria gente, senza alcuna ricompensa”, ha dichiarato l’uomo. 

Inoltre, Ako Abdulrahman ha spiegato di aver rifiutato un’offerta dalla casa automobilistica tedesca che lo invitava a cedere la sua vettura crivellata di colpi in cambio di un nuovo modello di Bmw.

Il peshmerga curdo ha optato per la riparazione della sua macchina in modo da poterla riutilizzare. “Io non sono un eroe, sono solo un iracheno che vuole difendere il suo paese da criminali e assassini”.

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