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Il 2016, l’anno più caldo di sempre: oltre 1,2 gradi sopra la media

L'allarme è lanciato dall’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite: siamo vicini al punto limite oltre il quale si avranno effetti catastrofici sull’ambiente mondiale

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Il 2016 sarà “molto probabilmente” l’anno più caldo nella storia del pianeta, segnando un nuovo record come già del resto era successo nel 2015.

Secondo l’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite, che lunedì 14 novembre ha diffuso un rapporto di previsioni sul 2016 per la Conferenza Onu sul clima di Marrakech (Cop22), la temperatura globale nel 2016 è di 1,2 gradi centigradi superiore ai livelli pre-industriali.

Se il record sarà confermato significa che 16 dei 17 anni più caldi (da quando sono cominciate le registrazioni della temperatura del mondo, alla fine del Diciannovesimo seconolo) saranno stati nel nostro secolo.

L’accordo sul clima di Parigi, accolto da circa 200 nazioni, inclusi gli Stati Uniti ma rifiutato dal neo-eletto presidente Donald Trump, si è posto l’obiettivo di fermare l’innalzamento delle temperature notevolmente al di sotto di 2 gradi centigradi.

Dunque l’aumento della temperatura globale nel 2016 è pericolosamente vicina al livello considerato il punto limite oltre il quale si avranno effetti catastrofici sull’ambiente mondiale.

Mentre la lotta la riscaldamento globale era stata considerata una priorità da Obama, il neo-eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito il cambiamento climatico una bufala.

La tendenza al riscaldamento, che ha effetti devastanti sui ghiacci polari e sulle barriere coralline, è aumentata nel 2016 sicuramente a causa di El Nino, il fenomeno meteorologico che interessa il Pacifico; ma sono state soprattutto le emissioni di gas serra causate dalle attività umane il fattore più importante.

“Un altro anno. Un altro record. Le alte temperature che abbiamo visto nel 2015 si avviano ad essere superate nel 2016. Il calore supplementare del potente Nino è sparito. Il caldo dal riscaldamento globale continuerà”, ha comunicato il segretario generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, Petteri Taalas.

Per Talaas “a causa del cambiamento climatico, la frequenza e l’impatto degli eventi estremi sono aumentati. Le ondate di calore e le inondazioni che una volta avvenivano una volta a generazione, stanno diventando più regolari. L’aumento del livello dei mari ha aumentato l’esposizione alle tempeste associate ai cicloni tropicali”.

L’evento climatico più devastante nel 2016 è stato l’uragano Matthew, che ha ucciso più di 500 persone nell’isola caraibica di Haiti. Le inondazioni del fiume Yangtze in Cina sono state le più violente dal 1999, hanno ucciso più di 310 persone e hanno causato 14 miliardi di dollari di danni.

Secondo i dati dell’agenzia Onu per i rifugiati UNHCR, nel 2015 sono circa 19 milioni le persone che sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni a causa dei cambiamenti climatici, inondazioni e disastri naturali come i terremoti, più del doppio di quelli costretti a spostarsi a causa di guerra e violenze.

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