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Il nuovo assetto istituzionale italiano in Europa

Il 18 novembre si terrà un evento organizzato tra gli altri da TPI in cui si discuterà di cosa succederà in Europa con una vittoria del Sì al referendum

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Si parla molto di cosa cambi per l’Italia se il referendum del 4 dicembre confermerà il nuovo assetto istituzionale disegnato dalla Riforma Costituzionale del Governo Renzi, ma si analizzano e discutono poco le conseguenze che questo cambiamento di notevole portata potrebbe avere per il paese nel panorama internazionale e nel rapporto con l’Unione europea.

Noi crediamo che questi siano elementi importanti da prendere in considerazione per orientare un voto consapevole e che tenga conto del contesto internazionale in cui ci troviamo. Molti non sanno ad esempio, che la forte instabilità che caratterizza i nostri governi, spesso ci penalizza ai tavoli negoziali internazionali a partire da quelli europei.

Insomma, se riusciremo a costruire un sistema più stabile riusciremo a rappresentare con più forza e incisività le nostre priorità nazionali in ambito europeo, a cominciare da una gestione comune dell’immigrazione, maggiore solidarietà tra Stati Membri, meccanismi comuni di condivisione dei rischi e altro. 

È per questo che parleremo di vari aspetti di politica internazionale riguardo all’Italia all’Europa, partendo dal passaggio referendario, con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il senatore Alessandro Maran, l’onorevole Michele Bordo e il professor Cesare Pinelli, venerdì 18 novembre alle ore 16 presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma. L’evento è organizzato dal comitato Giovani Giuristi per il Sì in collaborazione con The Post Internazionale e l’associazione Alternativa europea, che saranno rappresentati rispettivamente da Giulio Gambino e Olimpia Troili.

Mettere a confronto i vari sistemi europei può aiutarci a capire se l’assetto istituzione presentato da questa riforma rappresenta un’anomalia o se invece avvicina il nostro sistema a quello di altri paesi europei.