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Continuano negli Stati Uniti le proteste contro Trump

Il rispetto diritti civili nei confronti delle minoranze sono la principale preoccupazione dei manifestanti dopo l’elezione del candidato repubblicano

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Migliaia di manifestanti in tutti gli Stati Uniti sono scesi in strada giovedì 11 novembre per il secondo giorno consecutivo per protestare contro l’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, sostenendo che la sua vittoria avrà conseguenze negative sulla difesa dei diritti civili.

Nell’East Coast, i cortei di proteste si sono svolti a Washington, Baltimora, Philadelphia e New York, mentre nella West Coast i manifestanti hanno dimostrato a Los Angeles, San Francisco e Oakland in California e Portland in Oregon.

Le proteste si sono svolte in maniera pacifica e ordinata, sebbene si siano verificati sporadici atti di disobbedienza civile. Alcuni contestatori hanno lanciato oggetti contro gli agenti a Portland e danneggiato un furgone della polizia. Altri hanno disegnato graffiti con gli spray su auto e palazzi e distrutto finestre.

“A causa dei diffusi comportamenti criminali e pericolosi, la manifestazione è adesso considerata una sommossa, i cittadini sono avvisati”, ha comunicato la polizia di Portland con un tweet.

Decine di persone a Minneapolis hanno marciato sull’Interstate 94, bloccando il traffico in entrambe le direzioni per almeno un’ora, prima di essere dispersi dalla polizia. Un gruppo più piccolo di contestatori ha impedito la circolazione delle auto in un’arteria di Los Angeles, prima che anche in questo caso intervenissero gli agenti.

Proteste simili si sono svolte a Baltimora, dove sono state arrestate due persone, a Denver, a Dallas e a Washington davanti alla Casa Bianca, dove ieri si è svolto il primo incontro tra Donald Trump e Barack Obama,

Le manifestazioni di giovedì sono state generalmente più piccole rispetto a quelle del giorno precedente. I contestatori hanno urlato slogan come “Trump non è il presidente”, “Nessun odio, nessuna paura! Gli immigrati qui sono i benvenuti” e “Impeach Trump”.

Misure di sicurezza eccezionali sono state adottate per tenere a distanza i contestatori dalla Trump Tower a Manhattan, dove vive il neo-eletto presidente.

Nel discorso in cui ha annunciato la vittoria, Trump ha detto che sarà il presidente di tutti gli americani. “È arrivato il momento di curare le ferite della divisione. I democratici, repubblicani e gli indipendenti devono riunirsi in un popolo solo, è arrivato il momento”.

In precedenza nel corso di questo mese la campagna di Donald Trump ha rifiutato il supporto di un giornale del Ku Klux Klan riferendo che “Trump e la sua campagna denunciano l’odio in qualsiasi forma”.