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Chi è Donald Trump, il racconto del suo maggiordomo

Tony Senecal è stato per quasi trent'anni al servizio di Donald Trump. Ha esposto la vita quotidiana di uno degli uomini più discussi al mondo

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Dopo l’elezione di Donald Trump come 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America, gli occhi del mondo sono tutti puntati su di lui e cercano di capire chi sarà la persona che guiderà la politica statunitense per i prossimi quattro anni. Alcuni mesi fa, il giornalista del New York Times, Jason Horowitz, è andato a intervistare una delle persone che meglio di chiunque altro conosce il miliardario allora candidato alle primarie repubblicane e il suo lussuoso stile di vita: l’ex maggiordomo della sua villa in Florida, Tony Senecal. 

La villa in questione è la residenza di Mar-a-Lago costruita negli anni Venti dall’imprenditrice di cereali Marjorie Merriweather Post, dai cui eredi Donald Trump la acquistò nel 1985 per dieci milioni di dollari. Qui Senecal ha lavorato per circa 60 anni, di cui quasi 30 al servizio di Donald Trump.

Mar-a-Lago è il luogo dove Trump si reca per evadere dai suoi numerosi impegni di imprenditore e, più di recente, di candidato presidente.

Nonostante questa villa sia per lui un ritiro di piacere, in genere quando è qui dorme poche ore, e la mattina successiva riceve una mazzetta di giornali che comprende sia i maggiori quotidiani statunitensi che quelli locali della Florida.

Quando esce dal suo appartamento privato, Trump indossa sempre un cappello da baseball: secondo la servitù, se questo è bianco vuol dire che il magnate è di buon umore, mentre se è rosso è meglio cercare di stargli lontano.

La domenica, invece, Trump si reca nel campo da golf più vicino, guidando lui stesso la propria auto, alternando di anno in anno la sua Bentley nera con la sua Bentley bianca.

La sua visione della vita e della politica sembra contagiare chi gli sta intorno: lo stesso Senecal ha timore di un attacco da parte degli estremisti islamici ed è critico verso l’ex moglie di Donald Trump, proprio come il suo datore di lavoro.

Senecal ha inoltre raccontato come il miliardario statunitense sia talvolta di manica larga nell’elargire le mance, come i 100 dollari che talvolta lascia ai giardinieri. “Lo amano”, dice Senecal. Ma non per le mance, chiarisce, “lo amano e basta”.

Trump è stato criticato dai suoi avversari alle primarie per la sua posizione dura verso gli immigrati ma, alla fine, dà lavoro a numerosi stranieri. E Senecal conferma, chiarendo che a Mar-a-Lago ci sono numerosi rumeni e sudafricani, e persino un irlandese. Ma, secondo il maggiordomo, questo succede anche perché gli statunitensi evitano i lavori stagionali.

Il maggiordomo ricorda anche quando i figli di Trump erano giovani, e correvano nella biblioteca della residenza, una biblioteca ricca di edizioni rare di libri “che nessuno ha mai letto”, dice Senecal. Biblioteca che, forse anche per questo, Trump ha presto trasformato in un bar in cui ha messo un proprio ritratto in abiti da tennis.

Nel 2009 Senecal chiese di andare in pensione, ma Trump decise che il suo ruolo era insostituibile. Venne allora sollevato dalle mansioni tradizionali di un maggiordomo, ma tenuto a servizio come una sorta di storico non ufficiale della residenza di Mar-a-Lago.

“Tony per andare in pensione deve morire”, ha detto Trump di lui, a sottolineare il suo ruolo fondamentale nella sua residenza.

C’è un episodio della storia di Mar-a-Lago che Senecal conosce bene. Quando nel 1973 la signora Post che l’aveva costruita morì, voleva lasciarla in eredità al governo statunitense, perché la trasformasse in una tenuta estiva presidenziale. Il governo preferì lasciarla agli eredi naturali, perché era troppo costosa.

Tuttavia, con Trump, il sogno della signora Post diventa in qualche modo realtà.

(Qui sotto: Donald Trump insieme al suo maggiordomo Tony Senecal)