Me

Il Messico sprofonda nell’incertezza dopo l’elezione di Donald Trump

La moneta messicana ha registrato il peggior crollo degli ultimi 22 anni a causa del timore che il repubblicano attui i suoi programmi relativi a migrazione e commercio

Immagine di copertina

Con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America, il Messico è sprofondato in una situazione di massima incertezza economica. Il peso, la moneta messicana, ha sofferto il suo peggiore crollo da 22 anni a questa parte, a causa del timore che Trump modifichi o receda dal trattato di libero scambio col Messico, come ha annunciato che avrebbe fatto.

Durante la campagna elettorale, Trump infatti ha attaccato con forza il North American Free Trade Agreement (Nafta) tra Messico, Canada e Stati Uniti definendolo il “peggiore accordo di sempre”, e promettendo di rottamarlo se non sarà rinegoziato. Il Nafta rappresenta una pietra miliare della politica economica messicana dalla sua entrata in vigore nel 1994 e gli investitori temono che uno scontro con gli Stati Uniti sul commercio potrebbe far sprofondare l’economia messicana nella recessione.

Inoltre, il candidato repubblicano ha minacciato di deportare milioni di migranti messicani non registrati, da lui descritti per la maggior parte come spacciatori e stupratori, dagli Stati Uniti e di chiudere la frontiera tra i due paesi con un muro finanziato dal Messico.

Per costringere il Messico a pagare per la costruzione del muro, Trump ha proposto di bloccare i miliardi di dollari inviati nel paese dai messicani che lavorano negli Stati Uniti. Ma il presidente messicano Enrique Peña Nieto ha escluso immediatamente questa ipotesi e ha paragonato la retorica di Trump a quella di Adolf Hitler e Benito Mussolini.

I messicani hanno accolto la notizia della vittoria di Trump con sgomento e paura. “Dobbiamo cominciare a risparmiare per quel muro”, ha detto Rafael Garnica, un imprenditore nel settore della tecnologia di Città del Messico all’agenzia Reuters. “Non è solo Trump che mi spaventa, è il fatto che rappresenta una quantità enorme di persone negli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Su Twitter, alcuni messicani hanno chiesto al governo di cercare un dialogo con Trump, altri hanno espresso il timore di una rottura con gli Stati Uniti. “La vittoria di Donald Trump è l’antitesi della caduta del muro di Berlino”, ha dichiarato Fernando Belaunzaran, membro del Partito della rivoluzione democratica.

Alcuni imprenditori sostengono che le economie degli Stati Uniti e del Messico sono ormai così strettamente integrate che sarebbe impossibile prendere misure su una senza danneggiare l’altra.

“Ci troveremo di fronte mesi di volatilità e di incertezza, intanto il nuovo governo di Washington entrerà in carica e vedremo se Trump sarà in grado di mettere in atto le sue infelici promesse e la sua retorica”, ha detto Andres Rozental, ex vice ministro degli Esteri messicano.

Il governo messicano spera di diversificare il mercato di esportazione per cercare di ridurre la dipendenza del paese dai consumatori statunitensi.

— Leggi anche: COME LA PENSA TRUMP SULLA POLITICA ESTERA

— Leggi anche: COSA SUCCEDE ORA CHE TRUMP È IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI