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Il discorso con cui Hillary Clinton ha riconosciuto la sua sconfitta

Dopo molte ore di silenzio, nella mattinata del 9 novembre (il pomeriggio in Italia) la candidata dei Democratici ha parlato agli elettori che la attendevano a New York

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Quando nella mattina di oggi 9 novembre (le prime ore dopo la mezzanotte, per i cittadini americani) la conta dei grandi elettori ha insignito Donald Trump del titolo di quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti, la sua sfidante Hillary Clinton non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, limitandosi a una telefonata di congratulazioni allo stesso Trump.

Da quel momento, Clinton non si è mossa dall’hotel Peninsula di New York, dove si è trattenuta per la notte. Dopo aver fissato inizialmente per le 9:30, e poi per le 10:30 del mattino il suo concession speech, ovvero il tradizionale discorso di riconoscimento della sconfitta da parte dei candidati perdenti, Clinton si è infine presentata di fronte alle telecamere pochi minuti dopo le 11:30 (le 17:30 italiane). 

Dopo essere stata introdotta dal candidato alla vicepresidenza Tim Kaine, che in un lungo discorso di elogio ha detto di essere “fortemente orgoglioso” di lei, Clinton ha preso la parola dalla grand ballroom del New Yorker Hotel, in pieno centro a Manhattan, di fronte a giornalisti e sostenitori. Questi i passaggi salienti del suo discorso:

“Spero che Donald Trump sia un presidente di successo per tutti gli americani. Mi dispiace per il fatto che non abbiamo vinto, ma provo orgoglio e gratitudine per questa campagna che abbiamo creato insieme: voi rappresentate il meglio dell’America, e essere la vostra candidata è stato il più grande onore della mia vita.

So quanto vi sentiate delusi, perché lo sono anch’io, così come milioni di americani: è doloroso, e lo sarà a lungo, ma la nostra campagna non riguarda solo me o una singola elezione.

Credo ancora nell’America e ci crederò sempre, quindi dobbiamo accettare questo risultato e guardare al futuro.

Donald Trump sarà il nostro presidente, e in obbligo verso la costituzione, rispettiamo una pacifica transizione del potere.

Il sogno ameicano è abbastanza grande per tutti: donne e uomini, immigrati, persone con disabilità, il popolo LGBT… tutti quanti. Abbiamo la responsabilità di migliorare questo paese, e so che voi lo farete.

Per quanto riguarda Barack e Michelle Obama: il nostro paese ha un enorme debito di gratitudine nei vostri onfronti. Grazie per la vostra guida determinata ed elegante.

Ho speso la mia intera vita di adulta a combattere per le cose in cui credevo, ho avuto successi e sconfitte, alcune molto dure. Molti di voi sono all’inizio delle loro battaglie, e voglio dirvi: anche se questa sconfitta fa male, non smettete mai di lottare per ciò che credete giusto.

Alle donne, e soprattutto alle giovani donne: niente mi rende più orgogliosa che l’essere stata la vostra rappresentante. Non abbiamo ancora sfondato quel soffitto di cristallo (metafora per l’assenza di una presidente donna, ndr), ma so che qualcuno lo farà, e magari prima di quanto crediamo.

Se restiamo uniti e lavoriamo insieme, i nostri giorni migliori devono ancora venire, non perdiamoci d’animo perché c’è ancora molto lavoro da fare. Dio vi benedica e benedica gli Stati Uniti d’America!”

Questo il video integrale del discorso:

(Credit: Bloomberg Politics/YouTube. L’articolo continua in basso)

Qui sotto, un video della testata Quartz su alcuni discorsi passati di riconoscimento della vittoria avversaria, in cui si possono riconoscere Al Gore (sconfitto da George W. Bush nel 2000), John Kerry (sconfitto sempre da Bush nel 2004), John McCain (da Barack Obama nel 2008) e Mitt Romney (di nuovo da Obama nel 2012):