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Quanto costerebbe il muro di Trump tra Stati Uniti e Messico

Uno studio ha stimato che per edificare il muro servirebbero complessivamente tra i 15 e i 25 miliardi di dollari

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Con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America si riaffaccia la possibilità che il repubblicano metta in pratica nei prossimi anni il progetto di costruire un muro al confine tra Usa e Messico per fermare l’immigrazione clandestina.

Questa intenzione è stata più volte manifestata dal tycoon americano durante la campagna elettorale, che è partita proprio dal tema dell’immigrazione. Ma quanto costerebbe davvero realizzare il progetto del muro di Trump? E chi sarebbe a beneficiarne?

Secondo la stima effettuata da uno studio dell’agenzia Bernstein Research e citato dal settimanale britannico The Economist, per costruire il muro – includendo il costo della manodopera – servirebbero complessivamente tra i 15 e i 25 miliardi di dollari (circa 13,5 miliardi e 22,5 miliardi di euro). La cifra è nettamente superiore a quella inizialmente ipotizzata da Trump, pari a 10 miliardi di dollari (circa 9 miliardi di euro).

Il confine tra gli Stati Uniti e il Messico è lungo circa 3.200 chilometri, ma la presenza di barriere naturali come il fiume Rio Grande, consentirebbe di chiudere la frontiera con un muro di circa 1.600 chilometri. Ipotizzando un’altezza di 12 metri, lo studio stima che occorrerebbero 640 milioni di euro di calcestruzzo o 216 milioni di euro di cemento.

Dal momento che il trasporto di questo materiale non è economicamente sostenibile su grandi distanze, a trarre vantaggio dall’investimento sarebbero probabilmente aziende non lontane dal confine.

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Gli Stati Uniti possiedono molte più fabbriche e cave del Messico, ma dal momento che Trump sostiene che il muro sarà costruito con i soldi messicani, a beneficiare economicamente del progetto potrebbe essere Cemex, una società messicana che ha circa la metà delle sue cave vicino al confine.

La costruzione effettiva del muro, in ogni caso, non è affatto scontata. Nonostante la vittoria di Trump, infatti, secondo gli exit poll del voto di martedì 8 novembre citati dal quotidiano britannico The Independent, il progetto del muro non ha il sostegno della maggioranza degli elettori. Il 54 per cento di questi infatti si è detto contraria.

Inoltre, potrebbe essere lo stesso Trump a fare un passo indietro. Come lui stesso ha ammesso, il progetto non sarà una priorità all’inizio della sua amministrazione, ma la costruzione del muro potrebbe essere avviata verso la fine del suo mandato.

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