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Scontri tra i gruppi ribelli ad Aleppo

Il fronte dell'opposizione siriana armata è tutt'altro che unito. Le divergenze sono ideologiche ma riguardano anche obiettivi e strategie

Immagine di copertina

Alcuni gruppi ribelli siriani si sono scontrati tra di loro nella parte orientale di Aleppo, nel nord della Siria, giovedì 3 novembre 2016.

Le fazioni ribelli hanno spesso dimostrato di essere in disaccordo su obiettivi, fattori ideologici e strategie, e le lotte intestine non sono mancate. Rischiano in questo modo di minare i loro stessi sforzi di respingere l’offensiva delle forze fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad e della Russia ad Aleppo.

I combattenti di Jabhat Fateh al-Sham (ex Fronte al Nusra), Nour al-Din al-Zinki e Abu Amara hanno tentato di sottrarre armi e postazioni al gruppo Fastaqim. Il primo è considerato un gruppo jihadista nonostante si sia affrancato da al-Qaeda; Zinki e Fastaqim appartengono entrambi alla formazione del Free Syrian Army (Fsa).

Gli scontri si sono verificati nel quartiere di al-Ansari e Salah al-Din, non lontano dalla linea del fronte con la parte della città sotto il controllo governativo.

Mentre l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che i gruppi islamisti hanno ottenuto gran parte delle armi e delle postazioni di Fastaqim, catturando anche alcuni dei suoi combattenti, il portavoce del gruppo nega che la situazione sia grave come è stata descritta.

Un membro del comitato direttivo di Zinki ha reso noto che gli scontri sono terminati e che si sta cercando di risolvere la disputa.

Sia i gruppi islamisti che quelli del Fsa stanno partecipando all’offensiva contro la parte occidentale di Aleppo controllata da Damasco e volta soprattutto a rompere l’assedio della parte orientale, dove vivo tra i 250 e i 300mila civili.

Mercoledì 2 novembre il Cremlino ha annunciato l’estensione della pausa umanitaria unilaterale fino a venerdì 4 novembre, invitando nuovamente ribelli e civili ad abbandonare Aleppo est.