Me

Hollande vuole ospitare al Louvre il patrimonio artistico minacciato in Iraq e Siria

Il presidente francese ha lanciato la proposta di accogliere nel nuovo centro di stoccaggio legato al museo parigino i reperti dei siti archeologici minacciati

Immagine di copertina

Il presidente francese François Hollande ha proposto martedì 1 novembre che il futuro centro per la conservazione dei beni artistici, collegato al Museo del Louvre di Parigi, ospiti al suo interno anche il patrimonio artistico dell’Iraq e della Siria, continuamente minacciato dai conflitti e dalle incursioni dei miliziani dell’Isis.

Il nuovo centro di conservazione dei reperti archeologici provenienti dal principale museo parigino sorgerà a Lievin, nel nord della Francia e sarà inaugurato nel 2019.

“La missione principale del centro è quello di ospitare oltre ai reperti e alle opere del Louvre, anche il patrimonio artistico sotto costante minaccia in Iraq e in Siria”, ha dichiarato il presidente francese, dopo aver svelato la targa del futuro centro. 

La decisione di voler ospitare all’interno del centro di Lievin anche i reperti provenienti dai siti archeologici iracheni e siriani sarà presa in occasione della Conferenza internazionale sulla conservazione del patrimonio artistico in pericolo, in programma per il 2 e il 3 dicembre ad Abu Dhabi. 

A questo incontro presiederà la Francia, rappresentata dal presidente Hollande, e parteciperà anche il suo omologo degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan. Intorno al tavolo siederanno anche i rappresentanti di 40 stati. 

Lo scorso 20 settembre a New York, il premier francese ha annunciato inoltre la creazione di un fondo per la salvaguardia del patrimonio minacciato.

Il centro di stoccaggio, in grado di ospitare gran parte delle riserve artistiche del Louvre, sorgerà a 200 chilometri da Parigi, e permetterà di preservare i beni artistici conservati al museo da possibili allagamenti della Senna.