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Il mistero sulla ragione per cui Van Gogh si è tagliato l’orecchio

Uno studio potrebbe finalmente chiarire il motivo per cui il celebre pittore olandese si è tagliato parte dell'orecchio sinistro

Immagine di copertina

Tra gli aneddoti che costellano la storia dell’arte, uno dei più noti è sicuramente quello che riguarda l’orecchio mozzato di Vincent Van Gogh. Il celebre pittore olandese, nato nel 1853 e suicidatosi con un colpo di pistola a soli 37 anni, nel 1890, è noto infatti non solo per i suoi paesaggi o i suoi girasoli, ma anche per la follia che accompagnò almeno una parte della sua vita.

Era il 23 dicembre del 1888 quando Van Gogh si amputò una parte dell’orecchio sinistro, lo avvolse in un pezzo di carta e lo portò a una prostituta di sua conoscenza. Secondo la teoria più accreditata, l’artista si sarebbe tagliato con un rasoio in un eccesso di follia a seguito di un litigio con il collega francese Paul Gauguin.

Un’altra ipotesi avanzata anni fa, basata su uno studio realizzato in Provenza, sostiene invece che il gesto sia stato provocato dalla notizia che il fratello Theo, confidente e sostenitore finanziario del pittore, fosse in procinto di sposarsi. Il pittore temeva che le nozze del fratello avrebbero minacciato il loro rapporto e che, con una moglie e una famiglia da mantenere, Theo avrebbe rinunciato a sostenerlo economicamente. Anche perché sino a quel momento Van Gogh non aveva venduto neanche una tela.

Il fatto che Van Gogh fosse dispiaciuto della notizia del matrimonio era già noto. Gli studiosi ritenevano tuttavia che l’artista fosse venuto a conoscenza del matrimonio del fratello solo dopo il gesto.

Un libro dello scrittore Martin Bailey, pubblicato nel 2016 e intitolato Studio of the South, rivela che quasi certamente il pittore apprese la notizia da una lettera di Theo consegnata proprio quella domenica 23 dicembre del 1888.

Bailey sostiene che la lettera conteneva 100 franchi, ma anche la notizia che solo due settimane prima Theo aveva incontrato una vecchia amica, Jo Bonger, che in precedenza lo aveva respinto e che questa volta, invece, aveva acconsentito a sposarlo.

Più tardi quella sera ci fu davvero un litigio tra Van Gogh e Gauguin. Dopo che i due artisti avevano trascorso la giornata lavorativa chiusi nella loro casa di Arles, il pittore francese avrebbe abbandonato l’abitazione minacciando di tornare a Parigi. Ma all’origine della disperazione di Van Gogh, secondo Bailey, non ci fu il diverbio con il collega, bensì la notizia del matrimonio del fratello.

Lo scrittore è riuscito a stabilire infatti che Theo aveva già scritto alla madre per chiedere la sua approvazione per le nozze e si dice certo che avrebbe scritto al fratello lo stesso giorno, così la lettera con la notizia sarebbe arrivata proprio il 23 dicembre.

Theo, che sperava di trascorrere il Natale con la fidanzata, fu costretto invece a recarsi il 25 dicembre a far visita al fratello in ospedale. Il pittore, dopo un breve periodo in una stanza di isolamento, fu dimesso il 7 gennaio. Nonostante un’ulteriore crisi e una nuova permanenza in ospedale, Van Gogh continuò a dipingere fino alla sua partenza da Arles nel mese di aprile del 1889. I quadri che dipinse durante quel triste periodo della sua vita sono tra le sue opere più amate.

Vincent Van Gogh è ancora oggi considerato uno dei più grandi pittori di tutti i tempi.

Nato il 30 marzo del 1853 a Zundert, nei Paesi Bassi, ebbe una vita complicata e sofferente, a causa dei frequenti disturbi mentali, a tal punto che le sue opere sono rimaste quasi sconosciute fino alla sua morte, avvenuta il 29 luglio del 1890 ad Auvers-sur-Oise, in Francia, quando si suicidò con un colpo di arma da fuoco.

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