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Il diplomatico svedese Wallenberg è stato dichiarato morto a 71 anni dalla sua scomparsa

Durante la Seconda guerra mondiale Raoul Wallenberg salvò migliaia di ebrei ungheresi ma quando l'armata russa entrò a Budapest fu arrestato e scomparve

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Il diplomatico svedese Raoul Wallenberg che durante la Seconda guerra mondiale mise in salvo migliaia di ebrei ungheresi perseguitati dal regime nazista è stato dichiarato morto dalle autorità svedesi a 71 anni dalla sua scomparsa.

Nato nel 1912, Wallenberg, architetto, uomo d’affari e diplomatico, servì come inviato speciale della Svezia a Budapest e procurò lasciapassare svedesi a decine di migliaia di ebrei ungheresi durante l’occupazione nazista dell’Ungheria, salvandoli così dai campi di concentramento.

Quando nel 1945 l’armata rossa arrivò nella capitale ungherese, il diplomatico svedese venne arrestato con l’accusa di essere una spia per conto degli americani. Deportato in Russia, sembra che sia morto in una prigione moscovita nel luglio del 1947, prima del suo trentacinquesimo compleanno.

La sua famiglia tuttavia non ha mai creduto alla versione diffusa dalle autorità sovietiche e per decenni ha continuato a cercare di fare luce sulla sua sorte.

Nel 2015, i Wallenberg hanno chiesto all’agenzia delle entrate svedese di dichiarane ufficialmente il decesso.

Divenuto un eroe nel capitolo più buio della storia moderna, Wallenberg è conosciuto in tutto il mondo per il suo straordinario impegno umanitario.