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Cosa è successo il 27 ottobre nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Italia: la terra continua a tremare nel centro Italia. Migliaia gli sfollati dopo che tre forti scosse di terremoto hanno colpito il centro Italia tra le 19 e le 24 di mercoledì 26 ottobre. L’epicentro del sisma si trova nei pressi di Visso, in provincia di Macerata, nelle Marche, a una profondità di nove chilometri. Una nuova scossa di magnitudo 4.4 si è registrata nella giornata di giovedì 27 ottobre alle ore 10:21 con epicentro vicino Castelsantangelo sul Nera, nelle Marche. Il luogo non è lontano dalle aree colpite dal sisma di magnitudo 6.0 che lo scorso 24 agosto ha provocato 298 vittime e ingenti danni in particolare nelle città di Amatrice e Accumuli, nel Lazio, e Arquata e Pescara del Tronto, nelle Marche. Diversi crolli si sono registrati nei comuni situati intorno all’epicentro e in particolare Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Muccia, Pieve Torina, San Ginesio, Camerino e Caldarola. Sono stati interessati alcuni edifici già danneggiati dal sisma del 24 agosto scorso, ma non solo. 

– Belgio: i politici belgi hanno trovato l’accordo per acconsentire alla ratifica del Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione europea e Canada. A comunicare la notizia è stato lo stesso primo ministro del Belgio Charles Michel. Il governo della regione belga della Vallonia, che nei giorni precedenti aveva bloccato le trattative, ha acconsentito a dare il via libera. La cerimonia per la firma del trattato si sarebbe dovuta svolgere giovedì 27 ottobre, ma era stata cancellata all’ultimo momento proprio a causa della strenua opposizione della Vallonia. Infatti, l’accordo commerciale deve essere approvato da tutti i paesi membri dell’Unione europea, ma il Belgio non poteva dare il via libera finché anche il parlamento regionale della Vallonia non avesse acconsentito. 

– Montenegro: il partito democratico dei socialisti del Montenegro (Dps) ha annunciato che il primo ministro in carica Milo Djukanovic non si ricandiderà come premier, dopo aver guidato di fatto il paese negli ultimi 25 anni. I membri del partito hanno provveduto a nominare Dusko Markovic, il 58enne braccio destro di Djukanovic, come candidato premier. La notizia arriva a dieci giorni dalle elezioni parlamentari nel paese, che hanno segnato la vittoria dei socialisti senza però che questi si siano assicurati la maggioranza assoluta dei seggi. Questo comporta che il Dps dovrà formare una coalizione per governare. Tuttavia l’opposizione si rifiuta di trattare con Djukanovic, accusandolo di corruzione e clientelismo. Lui ha negato le accuse, sostenendo a sua volta che l’opposizione riceva finanziamenti da Mosca e che il voto sia stato influenzato da gruppi nazionalisti serbi. 

– Venezuela: centinaia di migliaia di manifestanti sono scesi ancora una volta in piazza in tutto il Venezuela per protestare contro il presidente Nicolas Maduro mercoledì 26 ottobre 2016. Durante la notte, un poliziotto è rimasto ucciso colpito da un proiettile. Decine di persone sono rimaste ferite. Molti anche gli arresti. Il governo ha accusato gli attivisti dell’opposizione di aver ingaggiato scontri con le forze di sicurezza sull’autostrada fuori Caracas, la capitale del paese. La polizia, che ha confermato la morte di uno dei suoi agenti, non ha chiarito chi sia stato a sparare. L’incidente è avvenuto nello stato centrale di Miranda, il cui governatore è il leader dell’opposizione Henrique Capriles. 

– Afghanistan: gli Stati Uniti hanno compiuto un attacco con i droni che ha colpito due figure di spicco di al-Qaeda in Afghanistan, domenica 23 ottobre. L’attacco, avvenuto nella provincia nordorientale di Kunar, è stato confermato mercoledì 26 ottobre dal Pentagono. Secondo una fonte della Difesa americana il principale bersaglio dell’attacco, Farouq al-Qahtani, è rimasto ucciso, ma la notizia non è ancora stata confermata. Un altro raid ha colpito invece il suo braccio destro. Nato in Arabia Saudita, al-Qahtani era stato incluso a febbraio nella lista dei terroristi più ricercati al mondo da Washington. Era accusato di essere coinvolto nell’organizzazione di attentati in Europa e negli Stati Uniti. Il portavoce del governo afghano Abdul Ghani Mosamem ha comunicato che nell’operazione di domenica sono stati uccisi in tutto 15 miliziani islamici. 

– Italia: il presidente del consiglio Matteo Renzi ha minacciato di porre il veto sulla prossima legge di bilancio dell’Unione europea nel caso in cui i paesi dell’est Europa si rifiutino di accogliere le loro quote di rifugiati. Questa possibilità era già stata avanzata dal premier nei giorni scorsi ed è stata ribadita nella giornata di mercoledì 26 ottobre in occasione di una manifestazione per il sì al referendum sulla riforma costituzionale ad Avellino. “Se i paesi dell’est che stanno crescendo con l’aiuto dei nostri fondi non aprono le loro porte ai migranti come è stato concordato, allora porremo il veto sul prossimo bilancio dell’Europa”, ha detto Renzi. 

– Europa: due donne yazide hanno vinto il premio Sakharov per la libertà di pensiero 2016, istituito dal Parlamento europeo nel 1988 allo scopo di premiare personalità e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani e delle libertà individuali. Giovedì 27 ottobre, a ricevere il riconoscimento sono state Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar, due giovani ragazze appartenenti alla minoranza religiosa yazida rapite nel 2014 insieme ad altre migliaia di ragazze e costrette alla schiavitù sessuale dai miliziani dell’Isis. Entrambe sono riuscite a sopravvivere e a fuggire via. Oggi il loro impegno è focalizzato essenzialmente sull’aiuto e il sostegno fornito alla comunità yazida, in particolare alle donne che hanno subito il loro stesso tragico destino. Il premio viene assegnato ogni anno in memoria di Andrei Sakharov, uno scienziato sovietico e dissidente politico. 

– Italia: tre persone sono state arrestate dai carabinieri del Ros della Liguria con l’accusa di terrorismo internazionale nella giornata di giovedì 27 ottobre. Si tratta di un richiedente asilo proveniente dall’Algeria, fermato nel Cie di Torino dove era ospite, e di due fratelli egiziani arrestati a Finale Ligure, in provincia di Savona, e a Cassano d’Adda, in provincia di Milano. Un quarto sospetto, un altro egiziano di Finale Ligure, è riuscito a sfuggire alla cattura e sarebbe irreperibile all’estero. L’operazione, coordinata dalla procura distrettuale antiterrorismo di Genova, è nata dal monitoraggio dei siti di reclutamento utilizzati dal sedicente Stato islamico. I sospetti avrebbero svolto attività di proselitismo online diffondendo materiale jihadista e reclutando combattenti per conto dell’Isis da inviare in Libia e in Siria. Uno dei due fratelli egiziani lavorava come pizzaiolo, mentre l’altro era un macellaio in cassa integrazione.