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Il donatore di organi che ha sposato la donna a cui ha salvato la vita

Christopher Dempsey si era sottoposto al trapianto senza sapere che la destinataria di metà del suo fegato sarebbe un giorno diventata sua moglie

Immagine di copertina

Heather e Christopher Dempsey appaiono sorridenti nelle foto del loro matrimonio. La coppia americana di Frankfort, nello stato dell’Illinois, è convolata a nozze un mese fa, dopo due anni dal primo incontro.

La loro potrebbe essere una storia come tante, se non fosse per un particolare: a unirli non c’è solo una fede o una formula pronunciata davanti al sacerdote, ma un legame sedimentato da un trapianto di organi. Lui ha donato parte del suo fegato a lei, che poi sarebbe diventata sua moglie.

All’epoca, quando Christopher prese la decisione di iscriversi alle liste dei donatori di organi, sapeva solo che metà del suo fegato sarebbe spettato a un perfetto sconosciuto. Non immaginava l’epilogo finale.

Se per certi versi la loro storia d’amore sembra la trama di un film, non sono però mancati momenti di sconforto, lunghi periodi segnati dal dolore fisico e dalla sofferenza.

Quando a Heather venne diagnosticata una grave malattia epatica, i medici le dissero che la sua speranza di vita era appesa a un filo. Le diedero due mesi di vita se non si fosse sottoposta immediatamente a un trapianto di fegato. Anche in quel caso, la donna avrebbe avuto poche possibilità di sopravvivere. 

La famiglia della giovane venticinquenne aveva iniziato la sua corsa contro il tempo per trovare un donatore compatibile, una sfida ardua in un paese con più di 119mila persone nelle liste d’attesa per un trapianto. 

In quel periodo, Christopher decise di rendersi utile alla società iscrivendosi all’elenco dei donatori. “Avevo sentito un collega parlare di un cugino che rischiava di morire se non avesse ricevuto un trapianto di fegato”, ha raccontato l’uomo alla BBC

“In quell’istante ho pensato a me. Se mi trovassi nelle stesse condizioni desidererei che qualcuno della mia famiglia o dei miei amici mi aiutasse”. 

Nel 2014, l’ex marine di 38 anni decise quindi di sottoporsi ad alcuni test medici per valutare l’effettiva compatibilità e poter essere ammesso alle liste dei donatori. Dopo poche settimane, i risultati diedero esiti positivi. 

Nel frattempo, la vita di Heather era appesa a un filo. Nel marzo di quell’anno, la giovane donna venne ricoverata nell’ospedale della sua città per un’insufficienza epatica. Senza un donatore, la morte era quasi una certezza.

Le rimaneva una manciata di mesi di vita davanti, come lei stessa ha raccontato all’emittente americana Abc. “È stato il momento più traumatico della mia vita. In quell’istante ho avvertito chiaramente che il mio corpo mi stava abbandonando”. 

Non era facile trovare qualcuno anche tra i familiari che risultasse compatibile. “Era estremamente complesso trovare un donatore vivente”, ha raccontato ancora la donna al Chicago Tribune. Non vi erano altre soluzioni se non attendere la propria sorte.

Christopher però non aveva dimenticato il racconto del suo collega di lavoro e decise di offrirsi come donatore, senza aver mai incontrato Heather di persona. 

“Ho trascorso quattro anni nel corpo dei Marines, e ho imparato che non bisogna mai tirarsi indietro dinanzi alle difficoltà. Così mi sono reso disponibile ad aiutare gli altri”, ha dichiarato l’uomo alla CBS.

Ma non tutti hanno capito inizialmente il suo gesto. “I miei familiari, in particolare mia madre, temevano per la mia vita. Altre persone mi domandavano quale fosse il motivo per cui mi sarei dovuto sottoporre a un’operazione chirurgica per rimuovere una parte del mio fegato e trapiantarla su un estraneo. Ma io sono andato avanti lo stesso”, ha raccontato ancora Christopher.

Una volta appurata l’esistenza di un possibile donatore, il passo successivo era convincere Heather a sottoporsi all’intervento di trapianto, lei che già svariate volte si era illusa per poi provare un profondo senso di delusione davanti alla mancanza di alternative. 

Un giorno il suo telefono iniziò a squillare. Un donatore risultava compatibile e pertanto si poteva procedere al trapianto. Quel donatore era appunto Christopher Dempsey. “Ho messo giù il telefono e sono corsa lungo il corridoio del reparto, piangevo e ancora non potevo crederci. Oltretutto, non avevo mai incontrato quell’uomo prima d’ora”, ha raccontato la donna. 

Non solo quello sconosciuto le aveva salvato la vita donandole un organo, ma si preoccupò perfino di pagarle le spese mediche. 

Il giorno dell’intervento arrivò. Era il 16 marzo del 2015. Christopher ed Heather s’incrociarono tra i corridoi dell’ospedale prima di entrare in sala operatoria. Il trapianto durò più di otto ore, ma fortunatamente andò a buon fine senza complicazioni.

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Dopo aver trascorso alcuni mesi di degenza in ospedale, i due hanno imparato a conoscersi. Mentre i loro fegati pian piano si rigeneravano, anche i loro sentimenti facevano altrettanto. 

Una notte di dicembre, Christopher ha preso per mano Heather e l’ha condotta fino in cima a uno degli edifici più alti di Chicago da cui si può ammirare lo skyline della città e il lago Michigan, poi l’ha fatta salire su una carrozza per un giro notturno romantico ed è stato in quel momento che l’uomo si è inginocchiato chiedendole di sposarlo. 

Il 16 ottobre scorso la coppia è convolata a nozze.

(Qui sotto Christopher Dempsey e Heather Krueger dopo l’intervento)