Me

Le barricate di Gorino per scacciare donne e bambini

Gli abitanti di Goro e Gorino, in provincia di Ferrara, hanno eretto barricate per impedire a 12 donne e 8 bambini di entrare nel paese che avrebbe dovuto accoglierli

Immagine di copertina

“Ho un sogno”, diceva il premio Nobel per la pace e attivista per i diritti civili degli afro-americani Martin Luther King Jr. “Ho un sogno in cui un giorno i miei quattro figli vivranno in una nazione in cui non vengano giudicati in base al colore della propria pelle, ma per il proprio carattere”.

Sono passati più di cinquant’anni da quando Martin Luther King Jr. ha pronunciato queste parole di fronte a una folla a Washington, negli Stati Uniti, ma non è improbabile che molti dei migranti che al momento vivono in in Italia abbiano simili speranze per se stessi e i propri figli.

Tra lunedì e martedì gli abitanti di Goro e Gorino, in provincia di Ferrara, hanno eretto barricate per impedire a un gruppo di dodici donne e otto bambini di accedere al paese in cui avrebbero dovuto essere accolti secondo direttive statali.

Qualche settimana fa, in un richiamo grottesco alle leggi di segregazione razziale, i genitori di una scuola elementare di Cagliari hanno protestato per la presenza tra i nuovi iscritti di due minori non accompagnati provenienti da Egitto ed Etiopia, e hanno temporaneamente ottenuto che i due bambini non avessero accesso ai bagni destinati agli alunni “italiani”.

Mentre ci sono anche dimostrazioni di accoglienza nei confronti dei migranti in arrivo in Italia, da nord a sud sono sempre di più i centri che erigono barriere, protestano per la presenza del “diverso” e dimostrano che la paura e l’ignoranza hanno la meglio sulla ragione.

(Nella foto qui sotto: le proteste di Goro e Gorino, in provincia di Ferrara; l’articolo prosegue sotto l’immagine)

Nel caso di Gorino, il gruppo di donne e bambini sarebbe stato ospitato in un ostello pagato dallo stato, in un momento di bassa stagione turistica e presumibilmente scarsa presenza di clientela nella riviera romagnola.

Scacciando il gruppo di donne e bambini, Gorino (un commune che a detta del prefetto di Ferrara deve molto alle istituzioni) ha perso accesso alle sovvenzioni statali che avrebbero coperto le spese per l’accoglienza.

Mentre sono sempre di più gli studi che dimostrano che la presenza di migranti apporta contributi positivi all’economia nazionale sia nel breve che nel lungo termine, sopratutto in un momento di bassa crescita demografica, per molti è più facile sfruttare e alimentare la paura per il diverso anziché pensare a un modello razionale di integrazione sul territorio.

Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord e parlamentare europeo che ha fatto della questione migranti il cavallo di battaglia delle propria campagna elettorale, ieri ha espresso su Facebook e Twitter la propria solidarietà con gli abitanti di Gorino e le loro barricate, giustificando quindi un comportamento che va contro le direttive statali di accoglienza.

Gli abitanti di Gorino hanno ottenuto che il gruppo di dodici donne e otto bambini non venisse accolto nel comune. Forti del successo del centro romagnolo, altre città e paesi in futuro si potranno sentire giustificati nell’erigere barricate, richiedere bagni separati all’interno delle strutture pubbliche, negare l’accesso a servizi e luoghi fisici a un gruppo delle popolazione in base alla provenienza. 

— LEGGI ANCHE: Quanto costano davvero gli immigrati all’Italia

(Nella foto qui sotto: l’ingresso a Gorino, frazione del comune di Goro, in provincia di Ferrara)