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La ragazza afghana fotografata da Steve McCurry è stata arrestata

Già nel 2015 Sharbat Gula era stata intercettata dai funzionari pakistani per aver fornito documenti falsi circa la sua identità

Immagine di copertina

I suoi occhi verdi cangianti, il suo volto dai lineamenti raffinati e quel drappo rosso che l’avvolgeva sul capo e sulle spalle mentre fissava con intensità l’obiettivo della macchina fotografica erano diventati celebri in tutto il mondo, grazie a quella foto scattata nel 1984 dal celebre fotografo americano Steve McCurry.

Un anno dopo, quel volto campeggiava sulla copertina della rivista National Geographic entrando così nell’immaginario collettivo “meritevole di compassione dello spettatore occidentale”, come dichiarò lo stesso McCurry.

Conosciuta solo come la “ragazza afghana”, di lei non si seppe null’altro fino al 2002, quando lo stesso fotografo con il supporto di un team della rivista scientifica si misero sulle sue tracce, riuscendo a identificare la giovane come Sharbat Gula.

Di nazionalità afghana, la giovane viveva come rifugiata nel campo profughi di Nasir Bagh, in Pakistan, durante il periodo dell’occupazione sovietica dell’Afghanistan, quando McCurry la immortalò. 

Mercoledì 26 ottobre, Sharbat Bibi è stata arrestata a Peshawar, nel Pakistan nord-occidentale, secondo quanto riferito dal quotidiano locale Dawn News

La donna è stata accusata dagli agenti dell’agenzia federale di aver falsificato il documento nazionale di identità computerizzato (Cnic) pakistano. 

Le indagini a carico della donna erano iniziate nel febbraio del 2015, quando alcuni funzionari pakistani avevano segnalato delle irregolarità sui documenti di identità in suo possesso, come ha riportato l’agenzia di stampa Afp. 

Secondo quanto dichiarato dagli stessi funzionari, nel 2014 Sharbat aveva fatto richiesta alle autorità al fine di ottenere una carta d’identità pakistana, facendosi registrare con il nome di Sharbat Bibi. 

Un portavoce del National Database and Registration Authority (Nadra) ha confermato sempre all’agenzia Afp che l’agenzia federale d’investigazione pakistana (Fai) stava già indagando sul caso di Sharbat Gula. 

“Questo è uno dei tanti casi su cui si sta lavorando già da lungo tempo e inviato alla Fia. Siamo in attesa di ricevere i risultati dell’indagine”, ha precisato il funzionario. 

Molti rifugiati afghani cercano di ottenere le carte d’identità pakistane usando documenti falsi, e il caso di Sharbat si somma a quello di tanti altri. 

“Negli ultimi dodici anni, sono state intercettate e bloccate circa 23mila schede inoltrate dai rifugiati afghani per richiedere carte d’identità pakistane”, ha raccontato ancora il funzionario. 

Nella registrazione ufficiale raccolta dagli impiegati del Nadra, Sharbat Gula ha dichiarato di essere nata nel gennaio del 1969 e ha indicato come luogo di nascita la città pakistana di Peshawar. 

Alla domanda per ottenere una carta identità pakistana, Sharbat ha allegato una foto che la ritrae con gli stessi penetranti occhi verdi e gli stessi lineamenti immortalati nella foto scattata 32 anni fa da McCurry, ma con qualche anno in più e avvolta da un hijab nero che le copre per intero il capo. 

Un alto funzionario dell’ufficio di Nadra a Peshawar, dove sono state emesse le carte, ha confermato l’indagine a carico della donna, precisando che la donna si è presentata con un altro nome e con due presunti suoi figli, Rauf Khan e Wali Khan.