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Quattro persone sono morte durante una protesta contro l’Onu in Repubblica Centrafricana

Le forze di peacekeeping delle Nazioni Unite avrebbero aperto il fuoco, ma l'Onu nega e sostiene si sia trattato di lacrimogeni

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Quattro persone sono morte e altre 14 sono rimaste ferite nel corso di uno scontro con alcuni uomini armati durante una protesta contro la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite a Bangui, in Repubblica Centrafricana, lunedì 24 ottobre.

Centinaia di manifestanti si erano radunati per chiedere alle truppe della missione Onu denominata Minusca di lasciare il paese.

Non è ancora del tutto chiara la dinamica dello scontro. Un reporter di Reuters ha riferito di aver visto alcuni manifestanti lanciare pietre contro i peacekeepers dell’Onu, i quali hanno risposto con colpi d’avvertimento. Poi ci sarebbe stato uno scontro a fuoco tra le truppe e un gruppo di uomini armati che si trovavano vicino alla folla.

La Bbc riporta invece la testimonianza di un suo inviato secondo la quale i peacekeepers hanno aperto il fuoco dopo che alcuni manifestanti hanno tentato di forzare l’accesso al quartier generale dell’Onu a Bangui. Il reporter riferisce inoltre di aver visto alcuni corpi portati via a bordo di veicoli della polizia.

Le Nazioni Unite hanno negato le accuse, sostenendo che i suoi soldati hanno usato solamente gas lacrimogeni.

“Minusca è intervenuta nelle prime ore del mattino di lunedì per smantellare le barricate erette dai manifestanti”, ha detto la missione in un comunicato. “Minusca crede che gli eventi di lunedì costituiscano un nuovo tentativo da parte dei nemici della pace per impedire il ritorno alla normalità costituzionale”, ha aggiunto. Anche cinque peacekeepers si troverebbero tra i feriti.

L’operazione delle Nazioni Unite ha avuto inizio nel 2014 con l’obiettivo di portare stabilità e pace in Repubblica Centrafricana dove la lotta tra i ribelli Seleka a maggioranza musulmana e le milizie cristiane degli anti-Balaka dall’inizio del 2013 hanno portato il paese nel caos.

Le forze di peacekeeping dell’Onu presenti nel paese sono state accusate in passato di aver commesso abusi sessuali sui bambini.

Un gruppo di cittadini ha lanciato una petizione per chiedere che la missione sia annullata, sostenendo che questa non stia riuscendo a proteggere gli abitanti del paese.

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