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Nel Parlamento scozzese l’otto per cento dei deputati è omosessuale

Nel paese è fiorito un entusiasmo condiviso verso la diversità sessuale, con l'affermarsi di una nuova generazione di politici dichiaratamente gay

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Quando Patrick Harvie, oggi leader del Partito Verde, si candidò nel 2003 per un seggio al parlamento scozzese venne visto come una minaccia, non tanto per la sua linea politica bensì per il suo orientamento sessuale. Harvie è stato il primo esponente di spicco del partito a dichiararsi apertamente bisessuale.

A distanza di anni, il deputato green è stato rieletto per altri tre mandati rispettivamente nel 2007, nel 2011 e alle ultime elezioni parlamentari del 5 maggio 2016. 

L’elenco dei deputati e dei politici scozzesi che hanno ammesso la loro omosessualità è cresciuto gradualmente. Nel 2011, Ruth Davidson è diventata la prima leader apertamente gay del partito conservatore scozzese, mentre l’esponente di spicco del Partito Laburista, Kezia Dugdale, ha annunciato l’estate scorsa le sue nozze con la sua compagna Louise Riddell, ma questo non ha turbato nessuno, colleghi in testa. 

Nel giro di una generazione, la Scozia ha ridimensionato notevolmente gran parte del suo conservatorismo sociale tradizionale nelle istituzioni e ha così lasciato spazio a un entusiasmo condiviso verso la diversità sessuale. Un processo di apertura rafforzato da una notevole trasformazione in seno alla sua cultura politica. 

Ci sono voluti decenni per arrivare a questo epilogo. Fino al 1980 l’omosessualità in Scozia era considerata un reato, mentre nel resto del Regno Unito venne depenalizzata nel 1967. Negli anni Duemila, una campagna contro l’omosessualità fece discutere.

Brian Souter, uno dei più ricchi uomini d’affari scozzesi, finanziò con un milione di sterline una campagna per opporsi al governo locale e alla sua decisione di abrogare all’unanimità la legge che vietava di parlare di temi legati all’omosessualità nelle scuole. 

Nonostante i cartelloni pubblicitari con slogan anti-gay e una collaborazione assidua con una potente organizzazione cattolica per promuovere le sue idee e le sue posizioni, Souter non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo e alla fine ha perso la sua battaglia. 

Sono trascorsi quasi due decenni e la situazione è mutata in seno alla politica nazionale. Oggi, oltre ai capi di tre dei cinque principali partiti politici in Scozia, quattro ministri del governo scozzese hanno ammesso la loro omosessualità. In testa si colloca il segretario di Stato per la Scozia, il parlamentare conservatore David Mundell. 

Dei 129 membri che compongono il parlamento scozzese, quasi l’otto per cento è costituito da deputati omosessuali, una quota significativa come ha sottolineato Andrew Reynolds, professore presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill, citato dal New York Times e impegnato nel tenere conto di coloro che appartengono al mondo politico e che s’identificano pubblicamente come lesbiche, gay, bisessuali e transgender in tutto il mondo. 

Se si fa un confronto con il Congresso degli Stati Uniti, che rappresenta una popolazione 60 volte più ampia della Scozia, si apprende che solo sei membri eletti della Camera e un senatore sono apertamente omosessuali. 

Proprio da qui, dal suo parlamento variegato parte la trasformazione emblematica della Scozia rispetto a molti altri paesi occidentali.

Il parlamento scozzese è giovane. Nel settembre del 1997 dopo un secondo referendum, la maggioranza della popolazione votò a favore dell’istituzione di un nuovo parlamento scozzese situato ad Edimburgo. Le prime elezioni si tennero il 6 maggio 1999 e il primo luglio di quell’anno il potere fu trasferito da Westminster al nuovo parlamento. 

Esso è diventato gradualmente una piattaforma dove si è plasmata una nuova generazione di politici cresciuti con una maggiore tolleranza sulla sessualità.

E’ nata una nuova classe dirigente più aperta e lontana da pregiudizi verso la comunità Lgbt e ha infuso nuova energia e un orgoglio profondo nella politica scozzese. A loro volta, i politici apertamente gay che sono emersi da allora hanno contribuito a promuovere i diritti Lgbt. 

Se i cambiamenti in seno alla politica sono da considerarsi sorprendenti, c’è ancora molto lavoro da fare in ambito sociale, come hanno sottolineato numerosi esponenti politici. Ad esempio, il bullismo nelle scuole rimane ancora un problema, soprattutto per gli adolescenti transgender e i crimini d’odio compiuti ai danni della comunità Lgbt scozzese sono cresciuti del 20 per centro rispetto allo scorso anno, secondo i dati forniti da Stonewall Scotland, un’organizzazione impegnata nella difesa dei diritti degli omosessuali.