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Ultimatum Ue al Belgio per l’ok al trattato di libero scambio col Canada, ma la Vallonia non cede

La strenua opposizione del parlamento della regione belga rischia di bloccare il volere della maggioranza o quantomeno di rallentare la ratifica del trattato

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L’Unione europea ha imposto al Belgio un ultimatum per assicurarsi, entro la fine di lunedì 24 ottobre, il suo consenso sul cosiddetto “Accordo economico e commerciale globale” (Ceta), il trattato di libero scambio tra Ue e Canada, che è stato bloccato dal parlamento della regione belga della Vallonia.

I negoziatori dell’Unione europea speravano di persuadere il governo della regione ad accettare l’accordo prima della scadenza imposta dal primo ministro canadese Justin Trudeau, secondo cui le autorità di entrambe le parti avrebbero dovuto firmare il Ceta il prossimo 27 ottobre.

Il premier della Vallonia Paul Magnette ha però fermamente rifiutato l’ultimatum, dicendo che non è possibile che la regione dia il suo consenso entro lunedì sera.

Il Canada è il dodicesimo maggior partner commerciale dell’Unione europea, e dopo anni di negoziati era pronto a firmare il trattato. Tuttavia, le regole europee stabiliscono che per l’approvazione definitiva è necessaria la ratifica di ogni singolo governo dei paesi membri dell’Ue e del Parlamento europeo.

Tutti e 28 i componenti dell’Unione sono a favore del trattato, ma il Belgio non può dare il via libera senza il consenso dei suoi cinque parlamenti regionali, tra cui quello della Vallonia.

Secondo i sostenitori del Ceta, l’accordo aumenterebbe del 20 per cento il volume degli scambi commerciali tra Canada e Unione europea.

A essere contestato dal parlamento della Vallonia è il sistema degli arbitrati previsto dal Ceta per risolvere le controversie economiche, ritenuto un’arma concessa alle multinazionali per influenzare le politiche pubbliche degli stati.

Secondo alcuni osservatori, l’opposizione del governo vallone è legata in realtà a questioni di politica interna, e sarebbe inoltre determinante l’opposizione dell’ex primo ministro belga, il socialista vallone Elio Di Rupo, mentore di Magnette.

La strenua opposizione dei circa 3,5 milioni di abitanti della Vallonia, che rappresentano meno dell’un per cento dei 507 milioni di abitanti dell’Unione europea, rischia di bloccare il volere della maggioranza o quantomeno di rallentare la ratifica del trattato.

Il capogruppo dei socialisti al parlamento europeo Gianni Pittella ha commentato che se una piccola comunità può tenere in ostaggio 500 milioni di persone, allora vuol dire che c’è qualche problema procedurale.