Me

Condannato il panificio che si era rifiutato di realizzare una torta sui matrimoni gay

Nel 2014 i proprietari cristiani di una pasticceria in Irlanda del Nord erano stati portati in tribunale per aver discriminato la richiesta di un cliente

Immagine di copertina

I gestori di un panificio in Irlanda del Nord hanno perso oggi, lunedì 24 ottobre, la causa d’appello che li vedeva impegnati contro un cliente per essersi rifiutati di realizzare una torta sui matrimoni gay.

I proprietari del forno Ashers Bakery, di fede cristiana evangelica, erano già stati
condannati lo scorso anno per discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale,
e ora la corte d’appello di Belfast ha confermato la precedente sentenza nei
confronti dell’azienda a conduzione familiare.

Tutto era partito quando, nel 2014, l’attivista per i diritti gay Gareth Lee aveva commissionato al panificio una torta per celebrare la
Giornata Internazionale contro l’Omofobia, che secondo la richiesta del cliente
doveva raffigurare i personaggi della serie tv Sesame Street Bert e Ernie con la scritta “Sositieni il matrimonio
gay”.

Stando alle motivazioni esposte dai tre giudici d’appello di
Belfast, che hanno rifiutato la teoria avanzata dalla difesa secondo cui creare la torta avrebbe
voluto dire sostenere un’idea non condivisa dai due pasticceri, “Il
fornitore può offrire un particolare servizio a tutti o a nessuno, ma non a una selezione
di clienti sulla base di motivi vietati (dalla legge). Nel caso specifico, gli accusati potrebbero
decidere di non fornire un servizio che includa qualsiasi messaggio religioso o
politico. Quello che non possono fare è offrire un servizio che rifletta soltanto
il loro messaggio politico o religioso in relazione all’orientamento
sessuale”.

I giudici hanno anche fatto un esempio per spiegare come l’eventuale
realizzazione della torta non avrebbe coinciso con una presa di posizione
politica: “Il fatto che un pasticcere realizzi una torta per una particolare
squadra o ritragga delle streghe su una torta di Halloween non indica alcun
supporto per nessuna delle due”.

Il proprietario del negozio Daniel McArthur, spalleggiato dalla moglie Amy, ha dichiarato: “Questa sentenza mina la libertà
democratica, la libertà religiosa e la libertà di parola. Abbiamo servito il
signor Lee prima e saremmo felici di servirlo di nuovo. Non è mai stata una
questione personale contro il cliente. Il problema riguardava un messaggio che promuove
una causa che contraddice la Bibbia”.