Me

L’Iraq approva una legge che vieta la vendita di alcolici

I sostenitori del provvedimento ritengono che la diffusione dell'alcol sia contraria ai precetti islamici e quindi anche alla Costituzione irachena

Immagine di copertina

Il parlamento iracheno ha approvato una proposta di legge che vieta la vendita, la produzione e l’importazione di bevande alcoliche in tutto il territorio nazionale.

I sostenitori del provvedimento ritengono che la diffusione dell’alcol sia contraria ai precetti islamici e quindi anche alla Costituzione irachena, secondo la quale nessuna legge dello stato può violare i dettami religiosi. L’abuso di alcol, inoltre, è stato additato come una delle cause principali di depravazione, terrorismo e problemi sociali nel paese.

Tuttavia secondo gli oppositori, come il parlamentare Yonadam Kanna, questa legge viola i diritti delle minoranze non musulmane, tutelate dal secondo articolo della Costituzione. Kanna ha affermato che farà ricorso contro il provvedimento, anche al fine di tutelare i lavoratori del settore che altrimenti si troverebbero disoccupati.

La nuova legge prevede che chi verrà sorpreso a consumare bevande alcoliche sarà soggetto ad una multa variabile dai dieci ai venticinque milioni di dinari (l’equivalente di una cifra compresa tra 8mila e 20mila euro circa).

In l’Iraq l’alcol è già difficilmente reperibile, in particolare nei ristoranti e negli alberghi, anche se è disponibile sugli scaffali di piccoli supermercati e di alcuni bar di Baghdad.

I dati sull’abuso di alcol in Iraq mostrano un incremento del fenomeno soprattutto nella zona della città di Basra, nel sud del Paese, dove grazie ai traffici illeciti con l’Iran l’alcol è acquistabile sul mercato nero.

La nuova legge è stata approvata in un momento in cui l’attenzione nazionale e internazionale è focalizzata sulla battaglia dell’esercito iracheno per liberare la città di Mosul dal sedicente Stato islamico.