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La storia della canzone Tanti auguri a te

Nonostante l'abbiamo cantata tutti almeno una volta, in pochi conoscono davvero l'origine di Happy Birthday To You, la canzone più nota del Ventesimo secolo

Immagine di copertina

Chiunque l’ha cantata almeno una volta nella vita, chiunque se
l’è sentita dedicare, chiunque ne conosce le parole e altrettanto vale per la
musica: “Tanti auguri a te”, il tradizionale brano delle feste di compleanno, sembra
non avere segreti per nessuno, ma in realtà la sua storia è nota a pochissimi.

L’American Society of Composers, Authors and Publishers
(ASCAP) l’ha definita “di gran lunga la canzone più popolare del Ventesimo
secolo”, cantata o suonata miliardi di volte da persone comuni
così come da Igor Stravinsky o Marilyn Monroe, oltre a essere la prima canzone
mai cantata nello spazio durante la missione Apollo 9.

Viene da pensare che un brano del genere possa risalire alla notte dei tempi,
ed è difficile immaginare un mondo in cui non venga cantato in occasione del compleanno di qualcuno, ma in realtà l’origine della melodia risale solo a poco più di un secolo fa.

La sua storia inizia infatti nel 1889 negli Stati
Uniti, quando un’insegnante del Kentucky, Patty Smith Hill, di 21 anni, e sua sorella maggiore Mildred Jane, di 30, unirono le forze per
comporre una canzoncina per gli alunni della scuola materna dove insegnava Patty, nella città di Louisville.

Il titolo originale della canzone non era associato ad alcun anniversario o
compleanno, ma si presentava con un generico
Good Morning to All, (Buongiorno
a tutti), e con un non memorabile testo che recitava: “Buongiorno a voi/Buongiorno
a voi/Buongiorno, bambini cari/Buongiorno a tutti”.

(Le sorelle Hill in un disegno dell’epoca. L’articolo prosegue dopo l’immagine)


Quattro anni più tardi, le sorelle Hill pubblicarono la canzone
insieme ad altre da loro composte in un libro di spartiti intitolato Song Stories for the Kindergarten, e
assegnarono i diritti d’autore al loro editore, la Clayton F. Summy Company, in
cambio di una quota del ricavato delle vendite.

A quel tempo il concetto di “festa di compleanno”
era abbastanza nuovo: la tradizione di celebrare un anniversario con una torta aveva acquisito popolarità solo intorno agli anni Cinquanta dell’Ottocento, e l’usanza di riunirsi per festeggiare i compleanni dei bambini sarebbe arrivata ancora più tardi.

Con il diffondersi di queste abitudini, però, si sentiva la necessità di una vera e propria canzone da poter associare ai festeggiamenti degli anni. Fu così che agli inizi del Novecento la melodia scritta dalle sorelle Hill cominciò a
comparire in diversi canzonieri dedicati ai compleanni, con il testo e il titolo modificati in Happy Birthday (To You).

All’epoca in territorio statunitense i diritti d’autore
duravano 28 anni, con la possibilità di rinnovarli una volta scaduti per altri
14. Durante il primo periodo in cui ne deteneva i diritti, la Clayton F. Summy non ebbe grandi ricavi dalla canzone, ma nel 1921, quando vennero rinnovati, il pezzo
stava ormai prendendo piede come canzone ufficiale di ogni festa di compleanno,
nonostante non fossero in molti a pagare la tassa necessaria per la riproduzione.

Nel 1935 una terza sorella Hill, Jessica, depositò nuovamente la canzone presso la Clayton F. Summy, che, dopo una causa legale sulla spartizione dei ricavati, mantenne i
diritti impegnandosi a versare un terzo del denaro alle
sorelle Hill e ai loro discendenti (Mildred Jane era morta nel 1916 e Patty sarebbe
deceduta nel 1946).

La casa editrice rimase la proprietaria della canzone per
molti decenni, fino al 20 ottobre 1988, quando la compagnia fu acquisita
dalla Warner per 25 milioni di dollari. Soldi ben spesi, visto che la casa
discografica chiede un compenso che varia tra i 1.500 e i 50mila dollari ogni
volta che il pezzo appare in spot, programmi televisivi o film, ricavando così circa 2 milioni di dollari all’anno.

(I ricavati della canzone in dollari nel corso degli anni. L’articolo prosegue dopo l’immagine)

Un professore di legge della George Washington University, Robert Brauneis, si è impegnato negli ultimi anni in una crociata personale per fare presente che in realtà i
diritti della canzone non sono stati rinnovati dal 1963, e che in ogni caso non
ci sono basi legali per stabilire chi sia stato l’autore originario del testo.

A dare manforte al professore è stata nel 2012 Jennifer
Nelson, una documentarista intenta a realizzare un film sulle origini del
brano, alla quale venne paradossalmente chiesto di pagare 1.500 dollari per l’utilizzo del
pezzo nel suo documentario. La donna, sulla base della richiesta, intentò causa contro
la Warner.

L’ultimo atto di questo lungo percorso partito dal Kentucky nel 1889 si è svolto il 22 settembre 2015, quando una corte federale
californiana ha dato ragione a Nelson, stabilendo che, essendo stata depositata
nel 1935 la sola melodia e non il testo, i diritti della Warner sul brano sono
nulli, e che quest’ultimo è di pubblico dominio, dunque non sottoposto ad alcuna
tassa per la riproduzione.

(Marilyn Monroe canta “Happy Birthday” in occasione del compleanno del presidente John F. Kennedy nel 1962)

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