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La chiesa ortodossa nel cuore di Parigi che fa discutere la Francia

Il presidente Putin non ha partecipato alla cerimonia ma ha definito il complesso monumentale un simbolo dell'amicizia con la città francese

Immagine di copertina

Le cinque cupole dorate della nuova cattedrale ortodossa della Santissima Trinità svettano nel pieno centro di Parigi, oscurando la vista del simbolo inossidabile della città, ossia la Tour Eiffel. 

Si tratta del nuovo centro spirituale voluto da Mosca e inaugurato mercoledì 19 ottobre, costruito nel cuore della capitale francese, ma che ha già fatto storcere il naso a molti. 

Fin dal progetto iniziale, la controversa costruzione, che occupa una superficie di 4.800 metri quadrati, ha generato dispute di natura architettonica, finanziaria e politica. 

La nuova struttura è costituita al suo interno da un centro parrocchiale, un auditorium, uffici e appartamenti, ma anche da una scuola elementare franco-russa che ospiterà 150 alunni, un centro culturale, tra cui una libreria, spazi espositivi e un bar. 

Il presidente Vladimir Putin è stato invitato a partecipare all’inaugurazione ma la scorsa settimana ha deciso di cancellare la sua visita in terra francese con l’acuirsi dei combattimenti in Siria.

Tuttavia, la costruzione ha generato non pochi malumori tra i francesi. I funzionari hanno espresso la loro preoccupazione poiché l’edificio sorge a due passi da punti governativi sensibili, come il Palais de l’Alma, che ospita al suo interno il servizio postale del Palazzo dell’Eliseo e appartamenti privati di alti consiglieri presidenziali. 

Al contrario, il ministro della cultura russa Vladimir Medinsky ha descritto l’edificio come “simbolo di amicizia” tra Russia e Francia. 

Una breve ricostruzione cronologica dell’iter del progetto aiuterà a comprendere le ragioni di queste dispute su diversi fronti. L’acquisto del terreno per erigere la struttura fu proposto nel 2007 dall’allora capo della chiesa ortodossa di Mosca, Aleksij II, nell’ottica di una campagna promossa dal governo russo per riaffermare il controllo sulla diaspora in terra francese, dove si contano circa 200mila seguaci dell’ortodossia russa. 

L’allora presidente francese Nicolas Sarkozy era intervenuto personalmente per garantire l’acquisto del terreno dove il centro sarebbe dovuto sorgere, proponendo un’area compresa tra la Tour Eiffel e il ponte Alexandre III, che attraversa la Senna e collega il Grand Palais e il Petit Palais all’Hôtel des Invalides.

All’epoca, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoë descrisse il progetto elaborato dall’architetto Manuel Núñez Yanowsky – con cinque cupole dorate, di calcare bianco e vetro – come “mediocre” e del “tutto inappropriato”. 

Nel 2010 l’allora presidente russo, Dmitry Medvedev, firmò l’accordo per l’acquisto di un’area pregiata nei pressi della Senna, per un costo complessivo di 73 milioni di euro. 

Una prima richiesta per la costruzione del centro culturale e religioso russo fu depositata nel gennaio del 2012. Dopo la fine del mandato di Sarkozy e l’inizio della nuova presidenza sotto François Hollande, numerosi funzionari impiegati per difendere e salvaguardare il patrimonio francese criticarono ulteriormente il progetto, a tal punto che il governo russo fu costretto a ritirare la richiesta di permesso per costruire. 

Il progetto architettonico venne poi ridisegnato sotto la supervisione dell’architetto Jean-Michel Wilmotte e nel dicembre del 2013 fu rilasciato un nuovo permesso per edificare. 

La realizzazione del monumentale complesso iniziò nel 2014, in un contesto particolarmente caldo, con il graduale deterioramento dei rapporti fra Mosca e l’Occidente, per le azioni del governo russo in Ucraina orientale culminate con l’annessione della Crimea. 

Inoltre, con il passare degli anni, i costi dei lavori di realizzazione commissionati alla società francese Bouygues sono cresciuti notevolmente. 

(Qui sotto la chiesa ortodossa e centro culturale russo sorto nel cuore di Parigi. Credit: Reuters)