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Gli Stati Uniti hanno uomini delle forze speciali impegnati sul terreno a Mosul

I soldati americani non sono coinvolti attivamente nei combattimenti ma hanno il compito di dirigere dal terreno i raid aerei per migliorarne l'accuratezza

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Per la prima volta in due anni di guerra all’Isis, gli Stati Uniti hanno reso noto di avere degli uomini sul campo di battaglia, anche se non sono coinvolti direttamente nei combattimenti.

Lunedì 18 ottobre 2016, il tenente generale Stephen Towsend, a capo delle operazioni della coalizione anti-Isis in Iraq e Siria, ha reso noto che per la campagna su Mosul sono stati schierati degli uomini appartenenti alle forze speciali che si occupano di dirigere dal terreno i raid aerei per migliorare l’accuratezza degli attacchi.

Le forze attivamente coinvolte nell’offensiva per espellere l’Isis da Mosul, la capitale dell’autoproclamato califfato in Iraq, sono diverse: ci sono le truppe regolari irachene, le milizie paramilitari sciite, i peshmerga curdi, i volontari cristiani, gli uomini delle tribù sunnite.

Ma sul terreno ci sono anche le forze speciali di altri paesi, come la Francia e il Regno Unito – e all’inizio del mese due soldati francesi impegnati nell’addestramento dei peshmerga curdi erano stati gravemente feriti quando l’Isis aveva caricato di esplosivo un drone per uso commerciale -, anche se i loro rispettivi contributi alle operazioni militari non sono noti nel dettaglio. 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, e a dispetto della politica di non avere “stivali” americani sul terreno propugnata dall’amministrazione Obama, in Iraq ci sono circa 5mila uomini.

Queste truppe, che appartengono per lo più alla stessa 101esima divisione aviotrasportata che occupò Mosul nel 2003, non hanno parte attiva nei combattimenti, ma funzioni di supporto e consulenza, tra cui l’addestramento delle milizie.