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Workshop di pittura per i rifugiati di Berlino: le loro storie diventano opere d’arte

L'iniziativa Paint Now consente ai rifugiati di esprimersi attraverso l'arte e ai berlinesi di affacciarsi sul loro mondo e di offrirgli aiuto

Immagine di copertina

Durante un corso di tedesco a Berlino, grazie al mio insegnante sono venuta a conoscenza di German Now, un gruppo di volontari che insegnano il tedesco ai rifugiati della città. In particolare lavorano a Tempelhof, l’aeroporto abbandonato di Berlino che è stato adibito all’accoglienza con camere da letto, bagni e mense.

Spinta dalla curiosità di sapere come si relazionano i volontari con i rifugiati, mi sono offerta di documentare fotograficamente il loro lavoro. Inizialmente l’idea è stata respinta poiché, come avevo immaginato, non è semplice ottenere il permesso di fotografare. Così Susanne Ceron Baumann, l’organizzatrice di German Now, mi ha catapultato direttamente in un loro nuovo progetto, chiamato Paint Now. 

Si tratta di un progetto artistico volto a promuovere l’integrazione dei rifugiati in Germania, ma soprattutto a creare una relazione tra loro e i berlinesi tramite un mezzo che possa riuscire ad avvicinarli, ossia, in questo caso, l’arte.

L’idea mi è sembrata molto originale, perché, come è successo anche a me arrivando in Germania, lo straniero in un paese nuovo subisce uno shock culturale e meteorologico, e il loro viaggio per arrivare in Europa è spesso traumatico.

È un modo alternativo di offrire aiuto senza affrontare in modo diretto il delicato tema dell’immigrazione e dell’integrazione, ma arrivandoci – per così dire – lateralmente, incoraggiando allo stesso tempo i cittadini ad approfondire il rapporto con i rifugiati e ad avvicinarsi a situazioni che sembrano lontane eppure non lo sono affatto.

Così ho cercato di mostrare, attraverso le immagini, il loro impegno per promuovere l’integrazione a Berlino, una città che è sempre stata simbolo di accoglienza (si pensi per esempio al quartiere di Kreuzberg, dove risiede una nutrita comunità turca).

Da fine maggio ad agosto ho seguito i volontari nei loro incontri per l’organizzazione del progetto, durante i workshop di pittura a Templehof e il giorno del vernissage nella galleria d’arte Under The Mango Tree al quale hanno partecipato tutti gli artisti.

Il fine del workshop era quello di aiutare i rifugiati a superare le loro difficoltà, ma in che modo?

Ogni dipinto esposto nella galleria era affiancato da un piccolo testo descrittivo con le informazioni sugli artisti e il desiderio espresso da ciascuno di loro. I visitatori della galleria così hanno potuto non solo capire attraverso i dipinti le storie e gli stati d’animo degli autori ma anche leggere i sogni, piccoli e grandi, di ognuno di loro: da “vorrei avere un amico con cui andare al cinema” a “vorrei trovare un lavoro”, per aiutarli bastava scrivere un’email a German Now e entrare in contatto direttamente con l’artista. 

La mostra si è svolta per tutto il mese di agosto ed è giunta al termine, ma l’impegno di questi ragazzi, che hanno saputo organizzare un progetto così profondo e originale, continua al fianco dei rifugiati a Berlino.

*Foto e testo a cura di Zoe Zizola