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Il ritorno del pittore Edward Hopper a Roma

Il Vittoriano ospita in questi giorni e fino a febbraio una grande retrospettiva dedicata al celebre artista americano e alla sua influenza sul grande cinema

Immagine di copertina

Il primo ottobre 2016 è stata inaugurata nell’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano a Roma una grande retrospettiva dedicata a uno tra gli artisti più influenti e amati del Ventesimo secolo, il pittore statunitense Edward Hopper, che proseguirà fino al 12 febbraio 2017.

La mostra, supervisionata dalla curatrice di dipinti e sculture del Whitney Museum di New York Barbara Haskell, è divisa in sei sezioni: ritratti e paesaggi, disegni preparatori, acquerelli, incisioni e olii, e le immancabili immagini di donne.

Un insieme di circa 60 capolavori realizzati tra il 1902 e il 1960 che celebrano questa grande icona dell’arte americana.  

Schivo e sfuggente, poco avvezzo a frequentare il mondo dell’arte, ma allo stesso tempo popolare e amatissimo, Hopper si distingue per il suo stile e la costante ricerca del nuovo, ma anche per la sua abilità di trasformare in quadri i miti del modello americano.

L’esposizione riunisce alcuni dei dipinti più rappresentativi della poetica dell’artista e del suo realismo nel descrivere i soggetti comuni, molto spesso con un taglio cinematografico.

Inoltre, alla raccolta delle opere si aggiunge una sezione inedita dedicata all’influenza che Hopper ha avuto sul grande cinema. Alfred Hitchcock, Michelangelo Antonioni, David Lynch sono solo alcuni dei registi che si sono ispirati all’artista e che sono presenti nella grande retrospettiva romana.