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L’Italia invierà 140 soldati in Lettonia con la Nato

Le truppe italiane saranno schierate al confine con la Russia nella primavera del 2017

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L’Italia invierà 140 soldati in Lettonia per raggiungere il contingente Nato a guida canadese schierato nel paese baltico lungo il confine con la Russia. La notizia è stata confermata venerdì 14 ottobre dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

Le nazioni dell’Alleanza atlantica hanno acconsentito lo scorso luglio a schierare per la prima volta alcuni battaglioni nei paesi baltici e lungo il confine orientale della Polonia, al fine di rassicurare le nazioni dell’est Europa, alle prese con l’instabilità politica dovuta all’annessione della Crimea da parte della Russia in seguito allo scoppio della guerra civile in Ucraina nel marzo del 2014.

Durante una visita a Roma del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il ministro Gentiloni ha annunciato che l’Italia invierà i militari per raggiungere il contingente composto dalle 3mila alle 4mila unità che verrà dispiegato in Lettonia. Con molta probabilità, i soldati entreranno in servizio nella primavera del 2017, ha chiarito una fonte della Farnesina.

La decisione “non rientra in una politica di aggressione nei confronti della Russia ma vuole tutelare la sicurezza dei confini dell’Alleanza atlantica”, ha aggiunto Gentiloni.

L’Italia invierà nella Repubblica baltica una task force di intervento ultra-rapido, un reparto “d’avanguardia” che sarà equipaggiato in modo da poter intervenire entro cinque giorni in caso di emergenza, ha precisato Stoltenberg in un’intervista a La Stampa.

“Questa non è la Guerra fredda, ma abbiamo un impegno nei confronti dei nostri alleati, con i quali lavoriamo da anni. Siamo in un territorio sconosciuto, le relazioni con Mosca non sono mai state così tese”, ha ammesso Stoltenberg.

Non si è fatta attendere la risposta di Mosca: “La politica della Nato è distruttiva. L’Alleanza è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa anziché nella creazione di profonde e solide relazioni di buon vicinato e nella lotta contro minacce e sfide comuni”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

In Italia la decisione del ministro degli Esteri ha suscitato le proteste del Movimento cinque stelle e di Sinistra italiana.