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La Corea del Nord è anche questo

Gli scatti di un fotografo malese mostrano il lato monumentale di Pyongyang

Immagine di copertina

Visitare la Corea del Nord, uno degli stati più misteriosi e irraggiungibili al mondo a causa del ferreo regime dittatoriale con cui è governato in cui “entriamo”, piuttosto che “andiamo in vacanza”, è un’esperienza unica nella vita.

I punti d’accesso sono al confine con Russia e Cina, ma prima di ricevere l’autorizzazione sono necessarie lunghissime pratiche burocratiche. I controlli doganali all’ingresso prevedono perquisizioni rigorose e l’obbligo di dichiarare oggetti come telefoni cellulari, Pc portatili, radio, apparecchi GPS e materiali editoriali.

Un’importante limitazione è quella che vede l’ingresso nel paese vietato a giornalisti e fotografi professionisti, con la giustificazione che questi riporterebbero al mondo un’immagine distorta e negativa del paese. Naturalmente sono previste pene severe da parte delle autorità nel caso un visto turistico venga in realtà utilizzato per svolgere attività giornalistiche.

Questo reportage realizzato da Ruben Teo, un fotografo della Malesia, tuttavia, non ha l’obiettivo di denunciare i crimini del regime o l’assenza di qualsiasi libertà civile nel paese, ma cogliere la grandezza dell’architettura di Pyogngyang, di cui vanno fieri gli stessi cittadini nordcoreani.

Nelle foto, la capitale della Corea del Nord appare quasi come una città-monumento dedicata alla gloria dell’attuale capo di stato Kim Jong-un e a suo padre, il “caro leader” Kim Jong-il, le cui immagini adornano ogni angolo del luogo, ma anche una città molto diversa da ciò che abbiamo sempre creduto essere, con nuove infrastrutture moderne.

Senza tuttavia scordare che anche l’architettura è uno strumento di propaganda di uno dei regimi più soffocanti del mondo.

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