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Cross-Border Patients’ Rights

La vignetta

Nel corso di un congresso mi sono di recente imbattuto in questa vignetta la quale, nella sua estrema chiarezza ed eloquenza, pone fortissima una domanda: ha senso che il diritto alla salute sia garantito in maniera così diversa nei diversi Paesi membri dell’Unione Europea?

Guardando le stime dell’Organizzazione Mondiali della Sanità non si può non rimanere colpiti dalla grande differenza di qualità dei servizi sanitari dei diversi Paesi UE. Nel 2000 i sistemi sanitari di Francia e Italia si posizionavano al primo e secondo posto in termini di efficienza, mentre i sistemi sanitari di Bulgaria e Lettonia occupavano rispettivamente le posizioni 102 e 105, superati da numerosi Paesi africani, asiatici e sudamericani. Secondo i dati del 2015 l’aspettativa di vita in Francia e in Italia è maggiore di 80 anni, mentre in Lettonia e in Romania è minore di 75 anni.

Mi chiedo: perché i diritti delle persone affette da malattie e disabilità devono essere tutelati in maniera cosi diversa all’interno di un’organizzazione quale l’UE che ha tra i propri valori fondamentali la dignità, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani?

Di recente il tema della creazione di una forza di sicurezza comune nell’UE è tornato al centro dell’agenda politica continentale. Per tutti i filo-europeisti (me compreso) questo è un bene, sotto numerosi punti di vista.

Quanto sarebbe bello se i politici si rendessero conto che una forza armata europea potrebbe essere realmente efficace ed utile solo se accompagnata da un maggior livello di solidarietà sociale tra i Paesi membri! Quanto sarebbe bello se la formazione di una Forza Armata UE fosse accompagnata dalla formazione di un Sistema Sanitario UE, per garantire benessere, coesione, progresso scientifico e cooperazione a livello continentale!

Perché, come scrisse Arthur Schopenhauer, “la salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente”. E il sogno di un’Europa libera, forte, giusta ed unita passa anche da qui.

@savebers