Me

Duterte si paragona a Hitler: “sarei felice di sterminare 3 milioni di spacciatori di droga”

"Se la Germania aveva Hitler, le Filippine potrebbero avere...", ha detto alludendo a se stesso per "salvare la prossima generazione dalla perdizione"

Immagine di copertina

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha paragonato se stesso al dittatore nazista Adolf Hitler, dicendosi “felice di poter sterminare” tre milioni di consumatori e spacciatori di droga del paese. 

I suoi commenti hanno innescato reazioni rabbiose tra le comunità ebree negli Stati Uniti, che andranno ad aggiungersi alla pressione sul governo degli Stati Uniti perché adotti una linea più dura con il leader delle Filippine, che fin dalla sua elezione lo scorso maggio, ha fatto molto parlare di sé per il suo giro di vite sulla droga, per le centinaia di esecuzioni extragiudiziali e per le sue provocazioni contro il presidente Barack Obama.

In un discorso al suo arrivo a Davao, dopo una visita in Vietnam, Duterte ha detto ai giornalisti che era stato dipinto come una sorta di cugino di Hitler dai suoi oppositori. E cogliendo la palla al balzo ha dichiarato: “Ci sono tre milioni di tossicodipendenti nelle Filippine. Sarei felice di massacrarli”.

“Se la Germania aveva Hitler, le Filippine potrebbero avere…”, ha detto, facendo una pausa che alludeva a se stesso e dicendosi pronto a porre fine al problema della droga per “salvare la prossima generazione dalla perdizione”.

Duterte è stato votato da oltre 100 milioni di persone nelle elezioni dello scorso maggio. Ha assunto l’incarico il 30 giugno e oltre 3.100 persone sono state uccise da allora, per lo più presunti consumatori e spacciatori, in operazioni di polizia. 

I suoi commenti sono stati immediatamente condannati dalla comunità ebraica. Il rabbino Abraham Cooper del Centro Simon Wiesenthal, li ha definiti “scandalosi”. “Duterte deve delle scuse alle vittime dell’olocausto per la sua retorica disgustosa”, ha detto. “È sconcertante il fatto che un leader voglia imitare un tale mostro”, ha detto Todd Gutnick dell’Anti-Defamation League. 

Due giorni prima delle elezioni Filippine, il presidente uscente Benigno Aquino aveva avvertito che la crescente popolarità di Duterte era simile a quella di Hitler in Germania negli anni Venti e Trenta.

“Spero che possiamo imparare le lezioni che ci insegna la storia”, aveva detto Aquino. “Dobbiamo ricordarci come Hitler è salito al potere”. 

Duterte è stato caustico sulle critiche contro la sua campagna anti-droga e ha ripetutamente insultato le Nazioni Unite e l’Unione Europea, così come lo stesso presidente Obama, definendolo “figlio di puttana”. Nella giornata di ieri, 29 settembre, Duterte ha annunciato l’interruzione delle operazioni militari congiunte con gli Stati Uniti, per allontanarsi sempre di più dall’alleanza con il paese e rivolgere il suo sguardo alla Russia e alla Cina.