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In Giordania è stato ucciso uno scrittore accusato di vilipendio dell’islam per una vignetta

L'uomo è stato ucciso all'ingresso del tribunale di Amman, dove avrebbe dovuto affrontare un processo per aver pubblicato una vignetta ritenuta offensiva dell'islam

Immagine di copertina

Lo scrittore giordano Nahed Hattar è stato ucciso oggi 25 settembre all’ingresso del tribunale della capitale giordana Amman, dove avrebbe dovuto affrontare un processo con l’accusa di vilipendio della religione islamica per aver condiviso sui social media una vignetta ritenuta offensiva dell’islam. Lo scrittore è stato ucciso con tre colpi di pistola. 

Il killer, un 39enne predicatore musulmano di una moschea della capitale è stato arrestato sul posto, secondo quanto riferiscono i media locali.

Hattar, cristiano e attivista anti-islamista e sostenitore del presidente siriano Bashar al-Assad, era stato arrestato il mese scorso, dopo aver condiviso una caricatura che raffigurava un uomo barbuto in paradiso che fumava mentre era a letto con alcune donne e chiedeva a Dio di portargli del vino e degli anacardi.

Nella vignetta, l’uomo chiedeva inoltre a Dio di lavargli i piatti e di bussare alla porta prima di entrare. La vignetta, secondo le intenzioni dell’autore, era satirica nei confronti dei musulmani radicali e non nei confronti di Allah.

Molti conservatori giordani musulmani hanno comunque considerato l’immagine di Hattar offensiva nei confronti della loro religione. 

Due testimoni hanno raccontato che l’assassino indossava un tradizionale abito arabo tipico tra gli ultra conservatori salafiti sunniti che aderiscono a una versione puritana dell’Islam che condanna gli stili di vita occidentali.

Alcuni sostenitori laici e liberali dell’intellettuale hanno detto che il suo arresto è stato una violazione della libertà di parola.

Hattar è stato accusato di vilipendio della religione e di seminare tensioni settarie, dal momento che quel disegno era “un insulto all’entità divina, all’Islam e ai simboli religiosi”.

Hattar, che si era scusato anche sui social media, ha detto che non intendeva insultare Dio, ma aveva condiviso la vignetta per prendere in giro i radicali sunniti fondamentalisti che si credevano così potenti da avere persino Dio stesso al loro servizio.

Il governo giordano ha condannato l’attacco. “La legge verrà applicata rigorosamente contro colui che ha compiuto questo atto criminale e colpirà con il pugno di ferro tutti coloro che cercano di danneggiare lo stato di diritto”, ha detto il portavoce del governo, Mohammad Momani.

Il gruppo islamista moderato dei Fratelli musulmani ha messo in guardia contro il divampare di tensioni religiose e settarie in un paese in cui i giordani cristiani sono una minoranza, ma hanno una vasta influenza politica ed economica. 

La vignetta incriminata: