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Il presidente siriano Assad lancia gravi accuse agli Stati Uniti

In un'intervista ad AP, Assad ha sostanzialmente smentito tutte le accuse a lui rivolte e insiste: l'attacco contro l'esercito siriano è stato deliberato

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Il presidente siriano Bashar al-Assad, succeduto al padre nel 2000, ha rilasciato mercoledì 21 settembre un’intervista all’agenzia di stampa Associated Press dalla sua residenza di Muhajreen a Damasco, nella quale ha confermato le dichiarazioni già rese nei giorni scorsi.

Secondo Assad, il raid aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti, nella quale erano coinvolti anche mezzi australiani e britannici, che ha colpito le truppe siriane nei pressi dell’aeroporto di Deir ez-Zor nell’est del paese uccidendo una sessantina di soldati, è stato un atto deliberato. 

“Non si è trattato dell’episodio isolato di un unico aereo, ma di quattro velivoli che hanno continuato a colpire le posizione dell’esercito siriano per quasi un’ora o per poco più di un’ora, e non commetti un errore per più di un’ora… immediatamente dopo i miliziani dell’Isis hanno attaccato. Come potevano sapere che gli americani avrebbero attaccato quella postazione?” ha detto Assad all’intervistatore Ian Phillips, insinuando una collaborazione tra gli Stati Uniti e il sedicente Stato islamico. 

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Il presidente siriano ha negato ancora una volta qualsiasi coinvolgimento nell’attacco che ha colpito un convoglio di aiuti umanitari nella provincia di Aleppo.

“Non è mai successo prima [che un convoglio umanitario venisse attaccato], perché sarebbe dovuto succedere adesso? … Qualunque cosa dicano i funzionari americani riguardo il conflitto in Siria non ha nessuna credibilità, sono solo menzogne … Quei convogli erano dell’area dei miliziani, nell’area sotto il controllo dei terroristi e loro sono quelli che dovrebbero accusare … erano loro i responsabili della sicurezza di quel convoglio. Noi non abbiamo idea di cosa sia successo”, dichiarato Assad.

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Ma il presidente nega anche che Aleppo sia sotto assedio e aggiunge che se davvero i quartieri orientali della città, quelli in mano ai ribelli, fossero sotto assedio non avrebbero cibo e medicinali e la loro popolazione non sarebbe potuta sopravvivere.

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Ha aggiunto che le sue forze non stanno ostacolando la consegna degli aiuti umanitari a quegli stessi quartieri come hanno riferito gli operatori umanitari e le stesse Nazioni Unite.

Inoltre, il presidente siriano ha accusato Washington di aver causato il collasso dell’accordo sul cessate il fuoco che aveva promosso insieme a Mosca. 

Come aveva già insinuato in precedenza, ha detto che gli Stati Uniti e la loro coalizione non hanno in effetti alcuna intenzione di cooperare con la Russia e combattere i terroristi in Siria.

Assad ha infine dichiarato che il conflitto, ormai al sesto anno, che sta devastando la Siria è destinato a trascinarsi ancora per via dell’ostinato supporto esterno ai suoi nemici e, pur ammettendo degli errori, ha negato che le sue truppe si siano mai lasciate andare agli eccessi che gli sono valsi ripetute accuse di crimini di guerra.