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Ricordando il massacro di Monaco

Il 6 settembre 1972, durante le Olimpiadi di Monaco, in un conflitto a fuoco morirono tutti gli atleti israeliani presi in ostaggio dai terroristi palestinesi

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Il 6 settembre 1972, durante le Olimpiadi di Monaco di Baviera, la polizia tedesca lanciò un’azione contro un gruppo di terroristi palestinesi legati all’organizzazione Settembre Nero presso l’aeroporto internazionale di Furstenfeldbruck che dal giorno precedente teneva in ostaggio alcuni atleti israeliani.

Nel blitz, restarono uccisi tutti e nove gli atleti israeliani (altri due di loro erano già stati uccisi il giorno prima dai terroristi), cinque membri del commando di Settembre Nero e un poliziotto tedesco. Altri tre terroristi vennero invece arrestati.

I fatti che portarono a questo blitz erano iniziati il giorno prima, nella piena notte del 5 settembre, quando otto terroristi fecero il loro ingresso nel Villaggio Olimpico di Monaco e raggiunsero la palazzina che ospitava gli atleti israeliani, facendo irruzione nelle loro stanza e cercando di prendere più ostaggi possibile.

Nonostante la resistenza di alcuni atleti israeliani, i terroristi presero in ostaggio 11 uomini, due dei quali – i pesisti David Berger e Yossef Romano – rimasero subito uccisi nel tentativo di opporre resistenza. Non è chiaro se Romano sia stato ucciso immediatamente o sia stato prima torturato, dal momento che alcune rivelazioni fatte dalla sua vedova nel 2015 hanno reso noto dell’esistenza di foto del suo corpo in cui risultano tracce di torture e di evirazione.

Quello che è certo è che il corpo senza vita di Romano è stato tenuto di fronte agli ostaggi come monito per chi avesse tentato la fuga.

All’alba del 5 settembre, i terroristi fecero le loro richieste: la liberazione di 234 detenuti in Israele e dei terroristi tedeschi della Rothe Armee Fraktion Andreas Bader e Ulrike Meinhoff.

La mattina successiva, le Olimpiadi iniziarono regolarmente con una gara di equitazione, ma in breve tempo l’attenzione si spostò su quanto stava avvenendo all’interno del Villaggio Olimpico, costringendo ben presto il CIO a decidere di sospendere provvisoriamente i Giochi.

Dopo una lunga negoziazione, i terroristi chiesero di essere trasferiti al Cairo, e si decise di farli arrivare con tre elicotteri all’aeroporto di Furstenberg. Qui la polizia, che fino a quel momento aveva compiuto diversi errori, tentò un blitz contro i terroristi che si trasformò in uno scontro a fuoco nel quale i terroristi uccisero tutti i nove ostaggi israeliani.

Il giorno seguente venne organizzata una grande cerimonia commemorativa presso lo Stadio Olimpico di Monaco alla presenza di 80mila persone e di 3mila atleti, e quasi tutte le nazioni partecipanti proseguirono i Giochi olimpici, ripresi quel giorno, con la bandiera a mezz’asta. Al termine della manifestazione sportiva, il presidente del CIO Avery Brundage lasciò il proprio incarico.

Nel frattempo Israele, come risposta all’attentato subito, organizzò l’operazione Collera di Dio, durata decenni e volta a eliminare le persone considerate coinvolte con l’organizzazione dei fatti di Monaco.