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Cosa sappiamo finora sul terremoto che ha devastato il centro italia

Un riassunto semplice e chiaro di cosa è successo oggi in Lazio, Marche e Umbria

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Un fortissimo terremoto questa notte ha devastato l’Italia centrale, uccidendo almeno 247 persone, 200 solo ad Amatrice, ha reso noto il sindaco della cittadina laziale. L’epicentro della prima scossa, di magnitudo 6.0, si è registrato a due chilometri da Accumoli, in provincia di Rieti, e dieci da Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, e Amatrice, Rieti.

L’ipocentro del sisma è stato registrato a soli 4 chilometri di profondità e per questo motivo è stata devastante. La prima scossa si è verificata alle 3.36 ed è stata sentita a grande distanza, fino a Napoli o in Emilia Romagna. È durata 142 secondi. 

La seconda e la terza sono avvenute alle 4.32 e 4.33, con una magnitudo 5.4. Queste ultime due hanno avuto epicentro nei pressi di Norcia, in Umbria. In tutto, sono state oltre duecento le scosse di assestamento registrate nell’area durante la giornata.

Nelle trenta ore successive alla scossa principale ci sono state altre 470 scosse di assestamento.

Il bilancio, ancora provvisorio, è di 247 vittime, duecento solo ad Amatrice. Un’intera famiglia di quattro persone, tra cui due bambini di otto mesi e nove anni, è stata sepolta dal crollo della loro abitazione ad Accumoli.

L’esercito e la protezione civile sono stati mobilitati e il ministero dell’Economia ha stanziato 235 milioni di euro per gestire l’emergenza.

I soccorritori hanno utilizzato gli elicotteri per raggiungere e mettere in salvo i sopravvissuti intrappolati tra le macerie nei villaggi rimasti isolati dalle frane. Sono circa 5.400 i soccorritori impiegati nelle operazioni di salvataggio e messa in sicurezza degli edifici.

I danni più gravi si sono verificati ad Amatrice dove, secondo le parole del sindaco, il paese è per metà distrutto. L’ospedale di Amatrice è del tutto inagibile e alcuni pazienti sono stati trasferiti in strada. 

Il sindaco di Accumoli ha detto che circa 2.500 persone sono rimaste senza tetto. Gravi danni anche a Pescara del Tronto.  

I residenti, prima dell’arrivo dei soccorsi, hanno scavato a mani nude tra le macerie per salvare i sopravvissuti.

La protezione civile ha comunicato che alcuni sfollati saranno trasferiti in altre zone del centro Italia, mentre gli altri saranno dislocati nelle tendopoli allestite a Pescara e Arquata del Tronto.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è arrivato nel pomeriggio ad Amatrice insieme al ministro dell’Infrastrutture Graziano Delrio e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.

“Nessuno sarà abbandonato, nessuna famiglia, nessun paese. Dobbiamo lavorare sodo… ridare speranza a un’area così duramente colpita”.

Si tratta del sisma più grave da quello dell’Aquila del 2009, che provocò la morte di oltre 300 persone.