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La guida per parlare delle atlete olimpiche senza essere sessisti

Il quotidiano The Guardian ha stilato una serie di regole a cui i giornalisti e telecronisti dovrebbero attenersi per evitare che i loro commenti risultino offensivi

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Il 5 agosto sono iniziate le Olimpiadi di Rio, inizialmente pubblicizzate – tra le altre cose – per il fatto di essere quelle con la più alta presenza
femminile nella storia dei Giochi olimpici. Ma da allora non sono mancate le
polemiche riguardanti proprio il trattamento delle donne che prendono parte all’evento.

In Italia c’è stato il caso di QS – Quotidiano Sportivo, testata che ha titolato un articolo Il trio delle
cicciottelle sfiora il miracolo olimpico
 riferendosi a Guendalina Sartori,
Claudia Mandia e Lucilla Boari, azzurre del tiro con l’arco che non sono
riuscite a superare il quarto posto nella loro disciplina e che a quanto pare
non presentavano caratteristiche fisiche corrispondenti ai canoni odierni di
perfezione estetica.

Non siamo però i soli nel mondo ad aver fatto gaffe simili,
visto che il quotidiano britannico The Guardian
ha pensato di commentare i diversi casi di apparente sessismo da parte di telecronisti e
giornalisti con una specifica “guida per parlare delle atlete olimpiche”.

Tra le testate che si sono macchiate di non aver svolto bene
questo compito, lo statunitense Chicago
Tribune
, che ha annunciato la vittoria del bronzo da parte della tiratrice Corey
Cogdell con il titolo La moglie di un giocatore dei Bears ha vinto la
medaglia di bronzo oggi a Rio
, facendo riferimento a Mitch Unrein, giocatore
di football americano e marito dell’atleta, di cui nemmeno veniva specificato
il nome nel titolo.

Anche Dan Hicks, telecronista per l’emittente statunitense NBC, è stato citato per aver commentato il record mondiale della nuotatrice Katinka Hosszu riferendosi a suo marito (e allenatore) Shane Tusup come “il responsabile” della vittoria in questione.

Un altro commentatore della NBC ha descritto in questo modo l’aspetto rilassato e sorridente della squadra femminile di ginnastica degli Stati Uniti dopo aver guadagnato la qualificazione: “Per come si comportano, potrebbero anche trovarsi dentro un centro commerciale”.

Ancora, People Magazine ha trovato necessario definire la ginnasta Simone Biles come “la Michael Jordan della ginnastica”, come se non si potesse semplicemente lodare un talento femminile senza paragonarlo a quello di un atleta maschio.

Secondo l’autrice della “guida” del Guardian, sono queste le poche regole da seguire per commentare le imprese delle atlete donne:

Limitatevi a scrivere dello sport, e non di altro.

– Scrivete delle atlete nello stesso modo in cui si scrivereste degli atleti, ovvero senza menzionare il loro genere sessuale tranne forse quando vi riferite al nome dello sport stesso (Es.: rugby maschile e rugby femminile). Sarebbe strano leggere, nel caso di una disciplina maschile, “il baldanzoso playmaker maschio Isaiah Thomas, mentre esce dal campo di basket con una fascetta di spugna che gli dona molto, dimostra che un uomo può davvero essere un grande giocatore e allo stesso tempo avere un aspetto cool, estivo e sexy!”.

– Non passate troppo tempo a parlare di trucco, acconciature, pantaloncini, hijab, visi imbronciati, tono della voce, circonferenza delle cosce, dello stato civile e dell’età; o almeno non fatelo più di quanto non impieghiate ad analizzare le loro gesta incredibili conquistate dopo anni di dedizione.

– Non riferitevi alle donne in relazione agli uomini con cui hanno una relazione sessuale, o di lavoro, e dei quali sono parenti. Le donne sono persone, e non gadget di qualcun altro.

– Scrivete di genere sessuale solo quando è pertinente, come ad esempio quando si discute della discriminazione di genere e del divario di retribuzione nel basket e nel calcio femminile.

– Non parlate di ciò che queste donne suscitano in voi a livello sessuale. Anche agli uomini capita che le donne facciano apprezzamenti poco eleganti sul loro aspetto fisico, ma non avviene quasi mai che i corpi degli uomini eclissino i loro successi e minino la loro credibilità nelle varie discipline.