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Gli strani cerchi rossi sulla pelle degli atleti di Rio

In questi primi giorni delle Olimpiadi brasiliane si sono già visti più volte degli strani ematomi sul corpo di alcuni partecipanti. Ecco cosa sono:

Immagine di copertina

Chi ha avuto occasione di guardare le prime gare delle
Olimpiadi di Rio, avrà forse avuto qualche curiosità rispetto a una
caratteristica fisica di alcuni degli atleti presenti, tra cui il pluridecorato
campione statunitense di nuoto Michael Phelps.

In particolare, gli atleti in
questione stanno esibendo sul corpo alcune macchie circolari di colore rosso,
molto simili a lividi, ma dalla forma molto più definita, e spesso ripetuti su
aree particolarmente ampie della superficie corporea.

Queste tracce non sono però il risultato di urti
particolarmente gravi, ma ciò che rimane dopo una terapia nota come cupping, ovvero un’antica tecnica di
guarigione cinese che a quanto pare quest’anno è particolarmente in voga presso
gli atleti che si trovano a Rio.

Il cupping, o “coppettazione”,
prevede che una sorta di “tazza” di pochi centimetri di diametro (cup in inglese) collegata a una pompa
che risucchia l’aria, venga appoggiata sulla pelle dell’atleta e poi venga
usata come una ventosa per creare un vuoto d’aria al suo interno, facendo sì
che la pelle venga momentaneamente tirata in alto rispetto alla sua posizione
naturale.

Le macchie sono quindi effettivamente degli ematomi, che
possono durare fino a due o tre settimane, e il motivo della terapia risiederebbe
nell’aumento del flusso sanguigno e nell’effetto positivo su eventuali dolori
muscolari.

Nonostante questo, diversi medici non difendono la tecnica,
e anzi la considerano totalmente inutile.

Nella photogallery, alcune immagini degli atleti, tra cui Phelps, che hanno
esibito le “macchie” in questione.