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Cosa è successo il 5 agosto nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Italia: intorno alle 4 di questa mattina un aereo cargo è uscito di pista in fase di atterraggio all’aeroporto di Orio al Serio, presso Bergamo. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) ha riferito che le persone a bordo del velivolo, il comandante e il primo ufficiale, sono illese. Lo scalo lombardo è stato chiuso fino alle 7 con ripercussioni sul traffico aereo, la cancellazione di numerosi voli e ritardi a catena. L’aereo ha sfondato la recinzione che circonda l’aeroporto invadendo una strada che costeggia la stazione aeroportuale sulla quale, fortunatamente, non transitava nessuno.

Nigeria: l’Isis ha nominato un nuovo leader per il gruppo estremista nigeriano Boko Haram che l’anno scorso ha scelto di affiliarsi all’autoproclamato califfato. Il sedicente Stato islamico, apparentemente scontento dell’operato del leader storico del gruppo Abubakar Shekau, ha scelto come “governatore dell’Africa occidentale” Abu Musab al-Barnawi. Intanto, però, Shekau ha diffuso un messaggio audio in cui nega di essere stato rimpiazzato da Barnawi e afferma di essere ancora saldamente in controllo della milizia. Secondo alcuni analisti, Boko Haram sarebbe profondamente diviso al suo interno.

Indonesia: un portavoce della polizia indonesiana ha reso noto che sei cittadini indonesiani sono stati arrestati sull’isola di Batam con l’accusa di aver pianificato un attacco su Singapore, che si trova a nord dell’isola indonesiana. Singapore ha annunciato che incrementerà le misure di sicurezza interne a di frontiera in risposta alla presunta minaccia. I sei uomini erano sospettati di avere legami con Bahrun Naim, un foreign fighter indonesiano che combatte per il sedicente Stato islamico in Siria. Naim è ritenuto essere uno delle menti dietro all’attacco di gennaio avvenuto nel centro di Giacarta, a causa del quale morirono otto persone inclusi i quattro attentatori.

Iraq: secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), i miliziani del sedicente Stato islamico potrebbero aver catturato fino a tremila iracheni in fuga dai propri villaggi e averne giustiziati 12. “L’Unhcr ha ricevuto notizia che giovedì 4 agosto l’Isis ha catturato fino a 3mila profughi interni provenienti dai villaggi nel distretto di Hawiga, governatorato di Kirkuk, che cercavano di raggiungere la città di Kirkuk. Stando a quanto ci è stato riportato, 12 dei profughi interni sono stati uccisi”, si legge nel rapporto dell’agenzia. 

India: alcuni uomini armati in divisa militare hanno sparato sulla gente in un mercato affollato nel nordest del paese uccidendo 12 persone e ferendone 15, venerdì 5 agosto 2016. Le autorità dello stato di Assam, dove è avvenuto l’episodio, hanno accusato un gruppo separatista locale dell’attacco. Uno degli assalitori è stato ucciso dalle forze di sicurezza che sono all’inseguimento degli altri, ha riferito il capo della polizia di Assam. Secondo le autorità, l’attacco è stato perpetrato da miliziani appartenenti al Fronte nazionale democratico di Bodoland (Songbijit). Assam è uno stato periferico e sottosviluppato dell’India percorso da anni di insurrezioni etniche e tribali. “Questo attacco è volto a destabilizzare Assam”, ha detto un ministro dello stato. Tuttavia, l’aggressione non è ancora stata rivendicata.

Iran: martedì 2 agosto l’Iran ha giustiziato per impiccagione un gruppo di prigionieri accusati, tra le altre cose, di aver ucciso donne e bambini tra il 2009 e il 2011. I prigionieri, circa 20, erano tutti musulmani sunniti di etnia curda sospettati di alcuni attacchi contro le forze di sicurezza. Le organizzazioni in difesa dei diritti umani hanno sollevato dubbi sul rispetto del diritto dei detenuti a un processo equo e accusato Teheran di aver estorto le confessioni sulle quali si sono fondate le condanne. L’Iran fa frequentemente uso della pena di morte e secondo Human Rights Watch ha già giustiziato 230 persone dall’inizio dell’anno, incluse persone che al momento dell’arresto erano minorenni.

Germania: una rifugiata siriana di 26 anni è stata incoronata reginetta del vino in Germania, mercoledì 3 agosto 2016. Ninorta Bahno è diventata la rappresentante di una delle regioni vinicole tedesche, quella della Renania-Palatinato. La notizia, all’apparenza irrilevante, è in realtà la testimonianza di quante forme diverse possa assumere l’integrazione. Bahno, una ragazza siriana aramaico-cristiana è arrivata in Germania tre anni fa e conosce le difficoltà insite nell’adattamento a un nuovo contesto socioculturale. La nuova reginetta del vino, titolo istituito negli anni Trenta il cui ruolo è quello di promuovere la produzione vinicola tedesca, ha dichiarato che approfitterà dell’occasione per promuovere anche l’integrazione.