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Cosa è successo il 2 agosto nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Libia: gli Stati Uniti hanno dato inizio a una campagna di bombardamenti aerei su Sirte, in Libia, contro il sedicente Stato islamico. La campagna americana è stata lanciata in seguito a una richiesta di aiuto del governo di unità nazionale guidato dal primo ministro Fayez Serraj. L’aeronautica statunitense ha condotto solo due raid nella giornata di lunedì ma ha annunciato che i bombardamenti proseguiranno in modo sistematico nelle prossime settimane e non hanno un termine predeterminato. Intanto, l’ambasciatore russo in Libia ha commentato l’intervento militare americano dichiarando che i raid aerei condotti contro l’Isis sulla città di Sirte sono illegali.

Messico: le autorità sanitarie dello stato messicano di Sonora hanno negato a una bambina di 13 anni violentata da un conoscente l’autorizzazione per abortire. Infatti, a Sonora l’aborto è illegale a meno che non sia praticato su una vittima di stupro, ma il giudice chiamato a esprimersi sul caso della tredicenne ha ridotto la gravità del reato commesso dall’aggressore da stupro a “coercizione sessuale”. Il Messico ha un altissima incidenza di abusi sessuali, violenze e omicidi contro minori di 14 anni. Una ragazza su quattro subisce uno stupro prima dei 18 anni e ogni anno sono 520mila i minori messicani vittime di aggressioni sessuali. Secondo Alex Ali, un avvocato che lavora con una Ong impegnata nella campo della libertà riproduttiva, il caso della tredicenne riflette un problema radicato in Messico, paese largamente cattolico, dove vengono imposti diversi ostacoli per impedire alle vittime di stupro di abortire.

Stati Uniti: un tecnico elettronico impiegato dell’Fbi si è dichiarato colpevole di aver agito come agente della Cina, ammettendo di aver passato informazioni sensibili ai funzionari di Pechino in numerose occasioni. Kun Shan Chun, conosciuto anche come Joey Chun, lavorava per l’Fbi sin dal 1997 ed era stato arrestato a marzo, sebbene le accuse contro di lui siano state rese note solo lunedì primo agosto, quando di fronte alla corte federale di New York l’imputato si è dichiarato colpevole di aver spiato l’Fbi per conto della Cina dal 2011 al 2016.

Grecia: alcuni operatori umanitari di fede cristiana che prestano servizio nel centro di detenzione per i richiedenti asilo di Moria, sull’isola greca di Lesbo, hanno cercato di convertire al cristianesimo alcuni migranti di religione musulmani. In almeno due occasioni gli operatori hanno consegnato un modulo di conversione insieme a una copia in arabo del vangelo di Giovanni. “Ci piacciono tutte le religioni, ma se tu fossi cristiano e io ti dessi un Corano, come ti sentiresti?”, ha commentato un richiedente asilo siriano.

Venezuela: la commissione elettorale venezuelana ha confermato che l’opposizione ha raccolto in ogni stato federale l’1 per cento delle firme degli aventi diritto al voto, necessarie nella prima fase del processo per indire un referendum contro il presidente socialista Nicolas Maduro. Ma la presidente della commissione Tibisay Lucena ha chiesto che un’indagine verifichi i casi di presunta frode sulle identità dei votanti e non ha indicato una data per la fase successiva, durante la quale deve essere raccolto il 20 per cento delle firme. La tempistica è cruciale perché se il referendum si tenesse quest’anno e Maduro lo perdesse, come appare probabile data la difficile crisi economica, innescherebbe nuove elezioni presidenziali, dando all’opposizione l’opportunità di mettere fine a 17 anni di socialismo.