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Cosa è successo il 28 luglio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Siria: mentre la situazione di Aleppo appare sempre più drammatica, con almeno 250mila persone intrappolate nelle zone della cittò in mano ai ribelli, e le organizzazioni in difesa dei diritti umani denunciano l’uso indiscriminato di ordigni vietati dalle convenzioni internazionali come le bombe a grappolo, le forze russe e siriane hanno annunciato che apriranno dei corridoi umanitari per evacuare i civili dalla città e il presidente siriano Bashar al-Assad ha offerto un’amnistia ai ribelli che sceglieranno di arrendersi.

Dopo il messaggio audio in cui il leader di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri svincola l’ormai ex affiliato siriano Fronte al-Nusra da qualsiasi legame organizzativo col gruppo “per preservarne l’unità e consentire ai suoi combattenti di sconfiggere i propri nemici”, è arrivato l’annuncio da parte del leader di al-Nusra Abu Mohammed al-Golani che il fronte non avrà più legami con alcun elemento esterno e che il suo nuovo nome sarà Jabhat Fatah al-Sham (fronte per la liberazione della Siria). Secondo Golani, la formazione di un nuovo gruppo senza legami con organizzazioni esterne toglierà alla coalizione guidata dagli Stati Uniti e alla Russia ogni scusa per bombardare i siriani. Al-Nusra è infatti considerata un’organizzazione terroristica ed è stata esclusa dal cessate il fuoco di febbraio. Nel corso dei loro colloqui sulla Siria, Russia e Stati Uniti stanno discutendo su come coordinare le loro operazioni contro il gruppo.

Germania: la polizia tedesca ha perquisito una moschea e otto appartamenti a Hildesheim, a sud di Hanover, in relazione alle indagini su un gruppo radicale salafita, ha riferito il ministro dell’Interno dello stato della Bassa Sassonia, nel nord della Germania, Boris Pistorius. La comunità era da tempo nel mirino delle autorità che la stavano monitorando. Secondo quanto appurato, numerosi membri della moschea perquisita sono stati incoraggiati a partire per Siria e Iraq e unirsi al sedicente Stato islamico, mentre durante i sermoni veniva propagato l’odio contro gli infedeli. In Germania è stato registrato un netto aumento dell’islamismo ultraconservatore salafita di cui si contano svariate migliaia di affiliati. 

Francia: la polizia francese ha identificato il secondo dei due attentatori che il 26 luglio hanno fatto irruzione in una chiesa a Rouen, prendendo in ostaggio i presenti e uccidendo il parroco di 84 anni. Si tratta di Abdel-Malik Nabil Petitjean, un 19enne francese proveniente da una cittadina dell’est della Francia, vicino al confine con la Germania. Il giovane era stato inserito lo scorso giugno dalle autorità francesi tra le persone considerate radicalizzate e come tali a rischio, una lista che comprende oltre 10mila soggetti. Il complice di Petitjean era già stato identificato come Adel Kermiche, una figura già nota alle autorità francesi a tal punto che era in libertà vigilata con un braccialetto elettronico. I due attentatori sono stati uccisi nel blitz delle teste di cuoio successivo alla presa di ostaggi. L’attentato di Rouen è stato rivendicato dall’Isis.

Il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato ieri 27 luglio un editoriale del direttore Jérôme Fenoglio in cui, tra le altre cose, il giornale annuncia la sua volontà di non pubblicare più immagini ritraenti responsabili di attacchi terroristici, per evitare ogni tipo di “glorificazione postuma”. Dopo l’ultimo omicidio, quello di un anziano sacerdote in una chiesa vicino a Rouen da parte di due uomini che avevano giurato fedeltà allo Stato islamico, il quotidiano d’Oltralpe ha titolato il suo editoriale “Resistere alla strategia di odio”, sostenendo che tutti gli elementi della società dovranno essere coinvolti nella lotta al terrorismo, in particolare i media. La stazione televisiva BFM-TV e il giornale cattolico La Croix hanno dichiarato di aver scelto la stessa linea di condotta. La stessa cosa farà Radio Europe 1, ed è previsto che anche il canale televisivo France 24 faccia lo stesso.

Armenia: gli uomini armati asserragliati in una centrale della polizia nella capitale armena Yerevan da dieci giorni hanno preso in ostaggio alcuni medici. Il gruppo di 30 uomini ha preso il controllo della struttura il 17 luglio, uccidendo un agente di polizia, ferendone due e prendendo in ostaggio nove poliziotti. Richiedono il rilascio di un politico appartenente all’opposizione, Jirair Sefilian, e le dimissioni del presidente Serzh Sarksyan. Dopo i negoziati con le forze di sicurezza, hanno rilasciato gli ultimi quattro ostaggi sabato, ma hanno rifiutato di arrendersi. Durante uno scontro a fuoco la notte scorsa, un poliziotto e quattro degli aggressori sono rimasti feriti. L’agente e due degli altri feriti sono stati trasportati in ospedale, mentre gli altri due sono rimasti nella centrale di polizia. Il gruppo armato avrebbe allora preso in ostaggio i medici inviati a prestare soccorso. Tuttavia, gli uomini asserragliati nella centrale hanno detto che ai medici è stato chiesto di restare e che non sono tenuti in ostaggio contro la loro volontà.

Marocco: una bambina di sette anni è morta in Marocco dopo essere stata colpita alla testa da una pietra lanciata da un elefante nello zoo di Rabat.

Afghanistan: il comando militare americano in Afghanistan ha reso noto che cinque soldati sono rimasti feriti mentre sgomberavano insieme alle forze speciali afghane aree controllate dal sedicente Stato islamico nella provincia di Nangarhar, a est della capitale Kabul.

Canada: un agente della polizia di Toronto è stato condannato a sei anni di carcere per aver sparato e ucciso un adolescente tre anni fa. Secondo gli attivisti, raramente in Canada la polizia paga per i reati connessi all’uso eccessivo della forza. L’episodio, risalente al 2013, si è svolto su un tram. Il ragazzo, il 18enne Sammy Yatim originario della Siria, impugnava un coltello. La reazione eccessiva dell’agente che aveva sparato diverse volte era stata ripresa in un video di sorveglianza e diffusa, causando un’ondata di proteste nella città canadese.

Corea del Nord: uno studente nordcoreano ha cercato rifugio nel consolato sudcoreano a Hong Kong. Il ragazzo aveva partecipato a un concorso accademico nell’università di Hong Kong. Lo studente infatti faceva parte di una squadra di sei nordcoreani impegnati nelle olimpiadi di matematica. 

Regno Unito: un uomo armato è stato circondato dalle forze dell’ordine nella cittadina britannica di Smallfield, a pochi chilometri da Londra, non lontano dall’aeroporto di Gatwick. L’uomo, di cui non si conosce l’identità, ha impegnato le autorità in una situazione di stallo a partire dalle prime ore della mattina. Le forze dell’ordine hanno dichiarato che l’episodio non avrebbe legami con il terrorismo, ma era un’operazione già pianificata che ha visto un’escalation dopo che un uomo armato è stato segnalato sul posto.