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Cos’è successo il 27 luglio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Siria: due bombe sono esplose nella città di Qamishli, nel nordest della Siria, non lontano dal confine con la Turchia, uccidendo almeno 31 persone. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha reso noto che almeno una delle due esplosioni avrebbe colpito il quartier generale dei curdi nella città. Le forze curde delll’YPG controllano gran parte della provincia di Hasaka, dove Qamishli si trova. Secondo la tv di stato siriana, una delle due bombe sarebbe esplosa all’interno di un’automobile, mentre l’altra a bordo di una moto. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis attraverso un comunicato reso noto dall’agenzia Amaq, legata al sedicente Stato Islamico.

– Ungheria: il primo ministro ungherese Viktor Orban ha definito l’arrivo dei richiedenti asilo come “veleno”. Sull’onda degli ultimi attacchi avvenuti in Europa, il leader dell’estrema destra ha dichiarato che la sua nazione non ha bisogno e non vuole ricevere “nemmeno un migrante” e ha lodato i progetti di politica estera di Donald Trump. “L’Ungheria non ha bisogno di migranti e per questo sono contrario a una politica europea comune per i flussi migratori: chiunque ne abbia bisogno può accoglierli, ma non è giusto forzare altre nazioni a farlo”, ha dichiarato Orban mercoledì 27 luglio durante una conferenza stampa a Budapest con il cancelliere austriaco Christian Kern. Il leader nazionalista e populista ha aggiunto che “ogni singolo migrante rappresenta un pericolo per la sicurezza pubblica e comporta un rischio maggiore di subire attentati terroristici”. 

– Germania: che non fosse un caso che l’assalitore di Monaco avesse scelto come data per la sua sparatoria nel centro commerciale Olympia la stessa data della strage di Utoya per mano di Anders Behring Breivik, non è una novità. L’attacco del norvegese Anders Behring Breivik del 22 luglio del 2011 era infatti stato di matrice estremista di destra e mirava a fermare l’immigrazione islamica e il giovane assalitore di Monaco era ossessionato da lui. Ma adesso, secondo quanto rivelato dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, emerge il fatto che Ali Sonboly era un razzista di estrema destra, che faceva del fatto di essere nato il 20 aprile, lo stesso stesso giorno di Adolf Hitler, un grande vanto. Si vantava inoltre del fatto di appartenere alla cosiddetta “razza ariana” in quanto di origine iraniana e disprezzava i turchi e gli arabi, sentendosi di una razza superiore. L’Iran è infatti considerato la patria degli “ariani”. 

– Francia: il sequestro di diversi ostaggi in una chiesa a Rouen, in Normandia, e l’uccisione di un prete da parte di uno dei due attentatori ha scosso ancora una volta l’Europa e tutto il mondo cattolico. Anche perché dalle indagini è emerso che uno dei due terroristi era in libertà vigilata e durante l’attacco indossava un braccialetto elettronico. In queste ore i media francesi si domandano: perché il diciannovenne Adel Kermiche, identificato come uno dei due assassini del parroco della chiesa di Saint-Etienne du Rouvray era stato rimesso in libertà il 18 marzo dopo due mesi di detenzione provvisoria? Secondo la ricostruzione del quotidiano francese Le Monde, che ha avuto accesso agli atti del processo, il caso sarebbe stato all’origine di uno scontro tra i giudici e la procura di Parigi. All’epoca il giovane era stato arrestato due volte con l’accusa di “associazione con finalità terroristiche” per aver tentato di andare due volte in Siria. 

– Brasile: la presidente brasiliana Dilma Rousseff, il cui mandato è stato sospeso dopo che il parlamento le ha votato l’impeachment per il coinvolgimento nello scandalo Petrobras, ha reso noto che non parteciperà alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, che si terrà il prossimo 5 agosto presso lo stadio Maracanà. La ragione per cui ha preso la decisione è che non ha intenzione di prendervi parte in una posizione secondaria. Secondo un portavoce del presidente facente funzioni, Michel Temer, a Dilma era stato offerto un posto nella fila dietro a Temer, e non al suo fianco. Anche il predecessore di Dilma, Luiz Inacio Lula da Silva, ha annunciato che non prenderà parte alla cerimonia, nonostante il suo ruolo fondamentale nell’assegnazione dei Giochi Olimpici a Rio. 

– Israele: l’esercito israeliano ha ucciso in Cisgiordania un militante di Hamas responsabile, secondo le forze di sicurezza israeliane, dell’assassinio del rabbino Michael Mark lo scorso primo luglio. Il militante è stato ucciso in un raid notturno nei territori occupati e secondo i testimoni residenti nel villaggio palestinese di Surif, vicino a Hebron, ci sarebbe stato un lungo scambio a fuoco tra i militari israeliani e la vittima, che a bordo della sua auto stava tentando di fuggire. I militari israeliani hanno arrestato altri tre militanti di Hamas. Hamas ha identificato l’uomo ucciso nel raid in Mohammad al-Fakih e ha dichiarato che apparteneva all’ala armata del gruppo, le Brigate al-Qassam. 

– Turchia: a Istanbul è in corso la costruzione della moschea più grande dalla nascita della repubblica turca. È l’ultimo ambizioso e faraonico progetto voluto dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan al tempo in cui era primo ministro. Ma la costruzione ha suscitato numerose polemiche perché il luogo dove il progetto si sta realizzando, la collina di Camlica, nella parte asiatica della città, è un sito naturale protetto. Sarà in grado di accogliere più di 60mila fedeli. Venerdì primo luglio si è tenuta la prima preghiera nel cortile dell’edificio che copre una superficie di 15mila metri quadri, perché la costruzione non è stata ancora completata e sarà ultimata nei prossimi mesi. 

– Stati Uniti: il 26 luglio la convention dei democratici statunitensi ha proclamato Hillary Clinton candidata alla Casa Bianca per il partito. Si tratta della prima volta che uno dei due maggiori partiti degli Stati Uniti – democratici e repubblicani – sceglie una donna come candidato presidente, ma non è assolutamente la prima volta che una donna è stata candidata a tale carica. La candidatura di Hillary Clinton, infatti, arriva dopo ben 36 candidature femminili alla presidenza degli Stati Uniti, la prima delle quali è avvenuta nel 1872, quando Victoria Woodhull fu la candidata dell’Equal Rights Party. La più votata di queste donne è stata Jill Stein, candidata nel 2012 per i Verdi, ottenendo 468.907 voti. Un’altra performance importante fu quella di Lenora Fulani, candidata con il partito di sinistra New Alliance nel 1988 e nel 1992.