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Cos’è successo nel primo giorno di convention democratica a Philadelphia

Bernie Sanders, ex rivale della Clinton, ha dato il suo appoggio a Hillary Clinton, dicendosi orgoglioso di sostenerla e cercando di placare fischi e proteste

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Si è conclusa ieri la prima giornata di convention democratica a Philadelphia, che durerà fino al prossimo 28 luglio. Tanti gli interventi della giornata, tra cui quello di Bernie Sanders, che ha esortato i suoi sostenitori, e tutti i democratici, a votare Hillary Clinton alle presidenziali di novembre. L’intervento del senatore del Vermont era tra i più attesi della convention democratica.

“Hillary Clinton deve diventare la prossima presidente degli Stati Uniti”, ha detto lui mentre una parte della folla è esplosa in applausi e un’altra parte lo ha fischiato.

 All’inizio della serata infatti, i sostenitori di Sanders avevano iniziato a protestare e fischiare Clinton. Nel suo discorso però Sanders si è detto orgoglioso di sostenere Hillary Clinton, cercando di riportare unità nel partito e non fare il gioco di Trump. 

“Mentre Donald Trump è occupato insultare un gruppo dopo l’altro, Hillary Clinton capisce che la nostra diversità è uno dei nostri maggiori punti di forza”, ha detto Sanders.

“Se non credete questa elezione sia importante prendetevi un momento per pensare ai giudici della Corte Suprema che Donald Trump avrebbe nominato e che cosa avrebbe significato per le libertà civili, la parità dei diritti e il futuro del nostro paese”, ha detto ancora.

Alla luce dei fischi alla Clinton e dei cori inneggianti a Bernie Sanders, l’ex rivale della Clinton ha deciso di fare un passo importante per l’unità del partito, ovvero mandare una mail ai suoi sostenitori dicendo loro che la credibilità del movimento progressista sarebbe stato danneggiato da fischi e proteste. 

Anche la First Lady Michelle Obama ha ricevuto una calorosa accoglienza.

“Non lasciate che nessuno vi dica che questo paese non è grande, che ci sia qualcuno che vuole renderlo grande di nuovo”, ha detto con un chiaro riferimento allo slogan usato da Trump, Make America great again. “Perché, in questo momento, è il più grande paese del mondo”, ha aggiunto

Nel suo discorso Michelle Obama ha fatto riferimento indirettamente Trump per cinque volte. 

Tra gli interventi anche quello della senatrice del Massachusetts, Elizabeth Warren e del senatore del New Jersey, Cory Booker. 

Circa 5.000 delegati di partito e 50.000 persone sono attese alla convention, che si concluderà giovedì 28 luglio con l’accettazione formale della candidatura del partito alla corsa alla Casa bianca da parte di Clinton.

Nella seconda giornata sono in programma gli interventi di Bill Clinton e di Sybrina Fulton, la madre di Trayvon Martin, il ragazzino nero ucciso a Sanford, in Florida nel 2012. Barack Obama parlerà invece mercoledì, insieme a Joe Biden e al candidato vicepresidente Tim Kaine. Il 28 sarà invece il turno di Hillary Clinton, introdotta dalla figlia Chelsea.